Da cantiere a punto di riferimento per la medicina territoriale. In poco più di un mese il volto della Casa della Comunità di via Liviabella è cambiato radicalmente. Dove fino a poche settimane fa c'erano operai e ponteggi, oggi entrano i cittadini dell’Infernetto: un bacino di migliaia di residenti che finalmente può contare su una struttura sanitaria vicino casa. In questa prima fase sono attivi i servizi al piano terra, dalle 8 alle 14, dal lunedì al sabato.
Apre la Casa della Comunità dell’Infernetto: attivati i primi servizi, in arrivo anche l’Ares 118
Il cantiere, però, non è ancora concluso: i lavori proseguiranno soprattutto nelle ore di chiusura pomeridiane, con l'obiettivo di attivare entro settembre anche gli ambulatori del primo piano. Attesa anche la postazione dell’Ares 118 con ambulanza fissa sul posto. “Abbiamo già attivato da qualche giorno - spiega Roberto Morello, direttore del Distretto Sanitario Municipio X della Asl Roma 3 - il servizio dell'ambulatorio dei prelievi, il servizio infermieristico, il CUP, il PUA e l'ambulatorio infermieristico e da oggi (ieri 30 luglio ndr) è attivo tutto ciò che riguarda gli esami audiovestibolari. Da lunedì inoltre sarà attivo il servizio anche dell'otorino, mentre il medico di medicina generale è presente dal primo giorno dell'attivazione di questa Casa di Comunità: la quarta struttura del Pnrr che è presente sul X Municipio".
Più assistenza sul territorio, meno pressione sull'ospedale
L’hub dell’Infernetto infatti si aggiunge alle Case della Comunità di Ostia e Acilia e all’Ospedale di Comunità di via Morelli, aperto da qualche settimana. Una struttura luminosa e moderna con 20 posti letto dedicati a chi non richiede il ricovero in ospedale, ma ha bisogno di assistenza infermieristica o di riabilitazione. Quattro strutture che hanno come obiettivo quello di alleggerire il carico di lavoro dell’ospedale Grassi, che per sua natura dovrebbe essere dedicato all’emergenza.
Il primo beneficio è atteso al pronto soccorso, ancora alle prese con troppi accessi per casi non urgenti e con la necessità di posti letto. In questa direzione va la decisione di spostare la parte ambulatoriale sul territorio. "In un periodo come questo, - sottolinea il direttore del X Distretto Sanitario - in cui gli ospedali sono in sofferenza di posti letto soprattutto per il pronto soccorso, l'obiettivo principale è decongestionarli trasferendo i servizi ambulatoriali all'interno delle strutture poliambulatoriali".
La cabina audiometrica e il nodo dei posti letto
Una riorganizzazione che però ha acceso il dibattito dopo il trasferimento della cabina audiometrica dal Grassi alla Casa di Comunità dell’Infernetto. Secondo le critiche la scelta rischia di penalizzare l’attività dell’Otorinolaringoiatria e del pronto soccorso. Per Morello invece non solo il Grassi segue l'esempio di altri ospedali come il San Giovanni, dove non c'è la cabina audiometrica perché legata a controlli ambulatoriali, ma spostando il servizio si sono liberate tre stanze con posti letto già predisposti che però non potevano essere utilizzati proprio per la presenza dei macchinari.
“La Direzione strategica - spiega Morello - già dal mese di febbraio ha messo in cantiere il trasferimento di questa cabina che nel giro di 24 ore è stata spostata e attivata, quindi non ci sono state lacune per quanto riguarda le visite dei pazienti. La decisione è stata presa perché così si recuperano circa 12 posti letto all'interno del Grassi, utile anche per cercare di decongestionare il pronto soccorso".
In sintesi, gli spazi liberati dalla cabina audiometrica e dagli altri ambulatori dell’otorino saranno destinati al day surgery e al day hospital, consentendo di recuperare posti letto anche a vantaggio del pronto soccorso. Una soluzione a effetto domino: più posti per i ricoveri in ospedale, meno pressione sull’emergenza e servizi che restano garantiti sul territorio, con due cabine audiometriche tra Infernetto e Casal Bernocchi e l’audiometro della sede di via Paolini a Ostia.