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Appuntamento con la tradizione di Roma il 1 Gennaio: il tuffo

Appuntamento con la tradizione di Roma il 1 Gennaio: il tuffo

Maurizio Palmulli, Mister Ok, in un'immagine di repertorio e in una foto postata su Facebook dal figlio Claudio

Roma è una città dove quasi ogni angolo ricorda una tradizione, un rito, un anniversario. I suoi monumenti, i suoi palazzi, le sue chiese e vie sono piene di storia e tradizioni moderne e contemporanee. E come dice il detto – che ogni volta cambia in base al verbo che si utilizza – “chi comincia bene il primo dell’anno, comincia bene tutto l’anno”. Le tradizioni, infatti, nella storia della Capitale cominciavano già dal primo gennaio, con il tuffo nel Tevere di Mister Ok, per poi proseguire nel mese con vari appuntamenti.

Appuntamento con la tradizione: il tuffo nel Tevere

Il tuffo nel Tevere è un appuntamento molto atteso dai romani e non. Si ripete ogni Capodanno dalla metà degli anni ’40, anche se la tradizione risalirebbe agli antichi romani con una sorta di valore di purificazione. A rinnovare la tradizione è stato l’italo-belga Rick De Sonay, il primo gennaio 1946 per festeggiare il suo compleanno che cadeva quel giorno. Si gettò nelle acque del Tevere con un cilindro e un costume. Il salto fu a volo d’Angelo dalla balaustra marmorea di Ponte Cavour a pochi passi dalla piazza omonima e da Castel Sant’Angelo. L’ultimo tuffo per De Sonay fu negli anni Ottanta, ma altri dopo di lui proseguirono la tradizione, fino al più noto successore: Maurizio Palmulli, bagnino di Castel Fusano, il quale dopo 34 tuffi, lo scorso anno fu costretto a rinunciarci.

Chi si tuffava era conosciuto con il nome di “Mister Ok” perché riaffiorava dall’acqua, tra la folla che lo applaudiva, facendo il segno dell’Ok. Molti film lo ricordano, come “Straziami, ma di baci saziami” di Dino Risi.