Amianto, un caso emblematico di "giustizia postuma": la storia di un 64enne
Ospite in collegamento: avv. Ezio Bonanni, presidente dell'Osservatorio Nazionale AmiantoL'amianto è un killer silenzioso che "lavora" molto lentamente, i suoi effetti - ormai lo saprete - possono arrivare anche dopo 20 anni dall'esposizione. È proprio il caso di dire che la giustizia italiana, talvolta, si comporta allo stesso modo. Arriva dopo anni, lentamente, quando ormai è troppo tardi.
C'è un caso emblematico che sembra confermare questo assunto, quello di un uomo di 64 anni: operaio della Colgate-Palmolive di Anzio, era stato per anni esposto all'amianto e affetto da gravi patologie. Aveva finalmente ottenuto il riconoscimento dei benefici previdenziali con condanna dell'INPS, ma è deceduto qualche giorno fa prima di poter andare in pensione. Troppo tempo perso in processi.
Amianto, perché si continua a sottovalutare il problema?
I numeri parlano chiaro: nonostante l’Italia abbia messo al bando l’amianto nel 1992, questo killer silenzioso continua a mietere vittime. Nel 2024 la nostra Regione è stata tra le peggiori con 500 decessi.:100 sono per mesotelioma, 200 per tumore del polmone e il restante numero per altre patologie asbesto correlate. Il Lazio è a tutti gli effetti tra le regioni italiane maggiormente colpite dalla presenza di amianto, una minaccia silenziosa che ha inciso profondamente sul territorio e sulla salute dei cittadini.
E allora perché si continua a sottovalutare il problema? Perché ci sono ancora scuole, ospedali, strutture pubbliche dove è presente questa sostanza cancerogena?