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Amatrice, "Sisma prevedibile": primo risarcimento (VIDEO)

Amatrice, "Sisma prevedibile": primo risarcimento (VIDEO)

È arrivata una sentenza storica che ha messo nero su bianco che il terremoto di magnitudo 6.0 non fu un evento straordinario e imprevedibile nella sua portata e per questo le abitazioni avrebbero dovuto essere adeguate a questo parametro per far rispettare le norme antisismiche.

Il tribunale di Rieti ha riconosciuto la responsabilità di una padrona di casa condannata ad un risarcimento per oltre 1,8milioni di euro, una sentenza che è la prima in ambito civile e che rappresenta una vera e propria svolta. Questo è quanto si legge tra le 38 pagine del giudice della sentenza che rappresenta una svolta per i tanti familiari delle 299 vittime, di cui 239 solo ad Amatrice.

A distanza di oltre 8 anni, è arrivata la condanna della proprietaria dell'abitazione dove era in vacanza una famiglia romana, un appartamento su due piani affittato in via Madonna della Porta al civico 34. Nessuno avrebbe mai immaginato i difetti strutturali che caratterizzavano la struttura, difetti tali da farla cedere durante la scossa delle 3.36 nella notte del 24 agosto. Fabiana Capriotti di 13 anni e la nonna Delia Iezzi di 83 rimasero sotto le macerie, mentre i genitori della ragazza e la sorella di 18 anni feriti gravemente.

Terremoto Amatrice, la sentenza

“La sentenza – dichiara l’avvocato Quirino Mascia - arriva all’esito di un complesso processo e rende giustizia alla famiglia e in qualche modo a tutte le vittime dei crolli. La sentenza ribadisce che il terremoto di amatrice non è stato affatto un evento eccezionale e imprevedibile e che il crollo è avvenuto a causa dei difetti strutturali dell’edificio.”

Ora la donna è stata condannata ad un risarcimento per oltre 1,8milioni di euro, una sentenza che è la prima in ambito civile e che rappresenta una vera e propria svolta perché le abitazioni – secondo la sentenza – avrebbero dovuto essere adeguate al rispetto delle norme antisismiche secondo il parametro dettato dalla non straordinarietà dell’evento.

“Ci sarebbe bisogno di un intervento legislativo affinché venga costituito un fondo che preveda un indennizzo a favore delle vittime di calamità naturali perché altrimenti il rischio è che in determinate situazioni, il convenuto condannato a corrispondere risarcimento, possa essere insolvente e quindi di fatto le vittime non avrebbero una giustizia effettiva.”