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Amatrice, Meloni in visita: applausi e richiami alla ricostruzione

Amatrice, Meloni in visita: applausi e richiami alla ricostruzione

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Ad Amatrice, nel decennale del terremoto del 2016, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha incontrato in forma privata alcuni familiari delle vittime nel Palasport, prima di deporre una corona al monumento nel parco della memoria. L’elicottero è atterrato alle 16.30; all’omaggio sono seguiti applausi. Presenti il commissario per la ricostruzione Guido Castelli e il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca, in una giornata segnata da sicurezza rafforzata e da un clima di raccoglimento.

Il tributo e i messaggi della premier

Durante l’incontro, rivolgendosi a Mario Sanna, 65 anni, in sciopero della fame dal primo giugno per chiedere un fondo a sostegno dei familiari delle vittime di eventi catastrofici, Meloni ha detto: «Da mamma capisco il dolore di un genitore che ha perso un figlio a 22 anni» e «Per favore però interrompa lo sciopero della fame». Sui social ha poi scritto: «Grazie per l'accoglienza, per il calore e soprattutto per la straordinaria determinazione con cui state ricostruendo il vostro futuro. Siamo con voi. Con rispetto, gratitudine e impegno. Oggi e ogni giorno».

A margine, la presidente ha ribadito l’orientamento operativo dell’esecutivo: «L'emozione per l'incontro con i parenti delle vittime è grande, ma è ancora più grande l'impegno, perché noi vogliamo soprattutto dare risposte, continuare a dare risposte». Nel pomeriggio ha salutato i presenti tra i viali del parco, visibilmente commossa.

Ricostruzione tra avanzamenti e disagi

Dieci anni dopo, la ricostruzione resta incompleta e ad Amatrice sono ancora circa 900 le persone nelle casette SAE. Non sono mancate voci critiche dalle aree provvisorie vicino al campo sportivo: «Siamo stufi, altro che resilienti. Stufi di essere presi in giro dopo 10 anni. Alla messa non siamo andati, quale sarebbe stato il senso?». Dal Quirinale è arrivato il monito del presidente della Repubblica Sergio Mattarella: «Il risanamento è un percorso, non privo di complessità, che richiede l'impegno di essere ultimato nel più breve tempo possibile ed è un richiamo alla responsabilità collettiva di ripristinare quella normalità che è stata spezzata nei territori colpiti da questa tragedia».

Cerimonie e presenze istituzionali

Alle 17 il cardinale Matteo Zuppi, presidente della CEI, ha celebrato la messa nel campo sportivo, a cui ha partecipato anche la premier, dopo la tappa del mattino ad Arquata. Nella sua omelia, Zuppi ha ricordato il cammino compiuto e le prove ancora aperte: «C'è molto da fare ma il peggio è alle spalle» e «Non interessano le polemiche, ma l’impegno di tutti, a cominciare dallo Stato e dalle sue istituzioni, dalla Chiesa, dalla passione e dalla creatività di ognuno». In città anche i ministri Abodi, Musumeci e Mazzi.