Nel nono anniversario del devastante sisma che ha colpito il Centro Italia, la comunità di Amatrice ha scelto di commemorare la tragedia in modo differente. Per la prima volta, l'amministrazione comunale, guidata dal sindaco Giorgio Cortellesi, non ha inviato un invito formale alle istituzioni politiche. La decisione è stata presa per due ragioni principali: per preservare il carattere intimo e privato del dolore della comunità, stanca delle "passerelle" istituzionali, e per lanciare un chiaro messaggio politico sulle numerose promesse non mantenute. Il sindaco ha sottolineato le difficoltà amministrative e l'esaurimento delle risorse economiche, evidenziando il divario tra le aspettative e i progressi effettivi nel processo di ricostruzione e nel supporto ai cittadini.
Il gesto di protesta di Amatrice
Il sindaco di Amatrice, Giorgio Cortellesi, ha spiegato la scelta di non estendere gli inviti ufficiali alle figure politiche per l'anniversario del terremoto. Questa decisione, ha precisato, mira a sottolineare il ruolo personale e intimo del dolore che deve essere vissuto e onorato dalla comunità, lontano dalle telecamere e dagli eventi pubblici.
Un secondo e più esplicito motivo è servire come segnale di protesta nei confronti di impegni presi ma non mantenuti. Cortellesi ha elencato una serie di problematiche amministrative e finanziarie che hanno ostacolato il lavoro del Comune, nonostante gli sforzi compiuti, come la risoluzione della questione delle utenze idriche e la realizzazione di nuove infrastrutture urbane, tra cui strade e depuratori.
Le promesse disattese ad Amatrice
Tra le principali "promesse non mantenute", il sindaco ha evidenziato diverse problematiche con la Regione Lazio. Ha menzionato, in particolare, la mancanza di una risposta concreta riguardo a un tavolo di confronto richiesto per risolvere in via definitiva la situazione dell'Istituto Alberghiero. Un altro punto critico riguarda il mancato rimborso dei fondi destinati al Contributo di Autonoma Sistemazione (CAS), che ancora deve essere corrisposto dalla Protezione Civile.
Il Comune di Amatrice, per fronteggiare le emergenze, ha anticipato 8 milioni di euro attingendoli dalle donazioni, ma queste risorse sono ora esaurite. Ulteriore motivo di preoccupazione è la condizione delle 80 Sae (Soluzioni Abitative di Emergenza) attualmente vuote, che necessitano di circa 900.000 euro per essere riqualificate. Il sindaco ha sottolineato l'impossibilità del Comune di indebitarsi ulteriormente e ha evidenziato che i costi di gestione, come l'affitto calmierato, coprono solo una frazione delle spese reali.
I numeri della ricostruzione
Il processo di ricostruzione, sia pubblica che privata, presenta ancora un cammino significativo da percorrere. Secondo i dati forniti dall'Ufficio Tecnico comunale, lo stato di avanzamento complessivo dei lavori si attesta intorno al 40%. Sul fronte della ricostruzione privata, sono stati aperti 610 cantieri, mentre le pratiche decretate dall'inizio del sisma sono 765.
Ci sono ancora 215 pratiche in fase di istruttoria, a testimonianza della complessità del processo burocratico. Per quanto riguarda gli edifici pubblici, sono stati conclusi solo 2 interventi, mentre altri 7 sono attualmente in corso di costruzione.
La situazione abitativa è parzialmente risolta dalle 537 Sae disponibili per una popolazione effettiva di 1.300 residenti, con 456 moduli attualmente occupati. Ci sono 81 Sae libere per varie ragioni, e circa 16 di queste potrebbero essere assegnate a chi rinuncerà al CAS, a condizione che vengano riqualificate e rese abitabili, un'operazione che dipende dalle risposte delle istituzioni regionali.