Nei primi due mesi dell'anno, i contagi da morbillo nella Capitale hanno raggiunto quasi la metà del totale registrato nel 2024. Il Lazio risponde con una campagna di vaccinazione rafforzata per arginare la diffusione del virus e proteggere la comunità. L'incremento dei casi, in linea con il trend europeo e nazionale, ha spinto le autorità sanitarie a intensificare controlli e sensibilizzazione. L'obiettivo principale è aumentare le somministrazioni delle seconde dosi, fondamentali per garantire una copertura efficace.
I numeri della diffusione del morbillo
Dall'inizio del 2025, nel Lazio sono stati confermati oltre 120 episodi di infezione da morbillo, un incremento significativo rispetto al 2024, quando il totale si era attestato a 312 casi. Questa malattia altamente contagiosa, causata dal Paramyxovirus, può portare a complicazioni gravi, tra cui polmoniti e encefaliti.
La crescita dei contagi riguarda principalmente bambini non ancora immunizzati e adulti che non hanno ricevuto il richiamo vaccinale. Anche il presidente dell'Ordine dei medici di Roma e Lazio, Antonio Magi, ha sottolineato la necessità di un'azione tempestiva per evitare un'ulteriore espansione del virus.
La Regione potenzia le vaccinazioni
La Regione Lazio ha già messo in atto una serie di misure per contrastare la diffusione della malattia. Tra queste, il rafforzamento delle attività di prevenzione e controllo, con quattro circolari inviate alle strutture sanitarie per ribadire le linee guida sulla gestione del morbillo.
Attualmente, la copertura vaccinale per la prima dose supera il 95%, un dato superiore alla media nazionale del 94,64%. Tuttavia, la percentuale delle seconde dosi è inferiore, rendendo necessario un potenziamento della sensibilizzazione e della somministrazione nei bambini in età prescolare.
Per bloccare la trasmissione del virus, la soglia minima di copertura vaccinale deve mantenersi oltre il 95%. Il vaccino utilizzato è il trivalente MPR (morbillo-parotite-rosolia), somministrato attraverso i centri vaccinali del servizio sanitario regionale.
Nonostante i progressi, rimangono ancora gruppi di popolazione suscettibili, specialmente tra giovani adulti e bambini i cui genitori scelgono di non vaccinarli. Le autorità sanitarie stanno intensificando le iniziative per raggiungere anche chi ha saltato una o entrambe le dosi previste, con particolare attenzione alle categorie più vulnerabili.