Roma celebra i 25 anni della Fondazione Alda Fendi-Esperimenti, realtà che ha portato nella Capitale progetti gratuiti tra spettacoli, mostre e installazioni, con una visione internazionale e di ricerca. Dallo spazio Rhinoceros al Velabro, Alda Fendi ribadisce la centralità della cultura per il futuro della città e apre alle collaborazioni estere: «Aiutiamo le tante fondazioni estere che vogliono investire qui».
Rhinoceros al Velabro
Il palazzo seicentesco che ospita Rhinoceros è stato recuperato dopo un lungo confronto istituzionale e sociale con il Comune di Roma e le famiglie che lo abitavano, quindi inaugurato nel 2018 con spazi espositivi e residenziali. «Dopo otto anni di trattative con il Comune di Roma, proprietario del palazzo, e poi con le 32 famiglie che ne avevano usucapito gli spazi ma vivevano in condizioni di precarietà, siamo riusciti a raggiungere un accordo complessivo, aiutando chi viveva lì dentro ed entrando in punta di piedi per preservare ogni traccia di memoria. Poi finalmente, nel 2018 abbiamo fatto l’inaugurazione di questo edificio di sei piani con ambienti espositivi e residenziali».
Il restauro è stato firmato da Jean Nouvel e l’illuminazione dell’Arco di Giano è opera di Vittorio Storaro: «All’architetto francese Jean Nouvel che lo ha subito immaginato come un quartiere dedicato all’arte ispirato ai Passages di Parigi di Walter Benjamin. Poi abbiamo incaricato il direttore della fotografia premio Oscar Vittorio Storaro per illuminare l’Arco di Giano situato di fronte a Rhinoceros».
Prestiti internazionali e tutela delle opere
Dalla Russia a Roma: l’Adolescente di Michelangelo è stato esposto per tre mesi, visto da circa 22.000 visitatori, seguito dai Santi Pietro e Paolo di El Greco e dalla Giovane donna di Picasso, trattenuta in città nonostante le tensioni internazionali. «Con le tensioni internazionali che si erano create, l’Hermitage voleva subito indietro il suo quadro, ma noi ci siamo opposti, determinati a far rispettare il contratto. Io e Raffaele Curi ci siamo limitati a mandare una lettera a Putin».
Incentivi e visione per la città
Guardando ai modelli europei, Fendi sollecita misure concrete a sostegno di chi investe nella cultura, con un obiettivo chiaro per Roma: attrarre grandi fondazioni e consolidare progettualità strutturali. «Bisognerebbe dare incentivi fiscali. Per molte realtà importanti, supportare il nostro patrimonio artistico rappresenta uno status».
La proposta tocca anche il fisco: «In molti Paesi la cultura viene sostenuta con strumenti concreti che incentivano davvero chi decide di investire. Da noi invece troppo spesso l’entusiasmo e il desiderio di creare bellezza nella città eterna, si scontrano con vincoli e oneri fiscali che rendono tutto più difficile. Un’idea sarebbe quella di eliminare l’Iva quando si sostengono attività di recupero e promozione del patrimonio culturale. Ed è proprio su questo che sento si debba intervenire».
L’impegno personale resta al centro: «Vorrei fare tutto ciò che è nelle mie possibilità per contribuire a creare le condizioni perché questo accada. Rendere Roma più aperta agli investimenti culturali significa darle nuove energie, opportunità e futuro. L’arte non è un lusso: è una necessità. L’arte eleva, unisce, educa, crea bellezza. E Roma, con la sua storia, la sua anima, merita di essere al centro di una visione culturale all’altezza della sua grandezza».