A un mese dalla rissa tra detenuti, nuovo episodio di violenza nel carcere di Rieti. Un detenuto ha prima insultato e poi aggredito un agente penitenziario tentando di strangolarlo e poi colpendolo al torace con una gomitata. L'episodio è avvenuto nella prima mattina di oggi 5 maggio durante le operazioni di controllo. A dare la notizia è Maurizio Somma, segretario per il Lazio del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria (Sappe).
Aggressione nel carcere di Rieti: detenuto tenta di strangolare agente
“Intorno alle ore 8.15, durante le ordinarie operazioni di controllo e conta numerica dei detenuti nella sezione G1, terzo piano, - ricostruisce Somma - un agente di Polizia Penitenziaria è stato improvvisamente aggredito da un detenuto. L’aggressione, apparentemente immotivata, è iniziata con insulti verbali per poi degenerare rapidamente in un tentativo di strangolamento, accompagnato da una violenta gomitata alle costole dell'agente. Il collega, soccorso prontamente, è stato trasportato presso il locale nosocomio, dove gli sono stati diagnosticati sette giorni di prognosi”.
Sappe: "Personale solo a fronteggiare una realtà sempre più difficile"
Il Sappe esprime piena solidarietà al poliziotto colpito, vittima dell’ennesimo atto di violenza gratuita, e rinnova il proprio allarme sulla gravissima situazione che da tempo affligge l’Istituto reatino. “È sotto gli occhi di tutti - dichiara Somma - che la Casa Circondariale di Rieti sta vivendo un momento di profondo degrado gestionale. Il personale di Polizia Penitenziaria è lasciato solo a fronteggiare una realtà sempre più difficile e pericolosa, in un clima di tensione costante aggravato dall’inerzia della Direzione".
"Necessario un cambio di passo nella gestione dell’Istituto"
"Nonostante le reiterate segnalazioni, non vengono adottati provvedimenti concreti nei confronti di soggetti noti per comportamenti aggressivi e minacciosi, come nel caso specifico dell’aggressore odierno. Ancora una volta, il Sappe chiede con forza l’intervento urgente degli organi superiori. È necessario un cambio di passo nella gestione dell’Istituto di Rieti, attraverso decisioni serie e risolutive che tutelino la sicurezza degli operatori di Polizia Penitenziaria, sempre più esposti a rischi inaccettabili”, conclude il sindacalista.
"Dotare la polizia penitenziaria del taser"
Per Donato Capece, segretario generale del Sappe “sarebbe opportuno dotare al più presto la polizia penitenziaria del taser o, comunque, di altro strumento utile a difendersi dalla violenza di delinquenti che non hanno alcun rispetto delle regole e delle persone che rappresentano lo Stato. Il personale di Polizia Penitenziaria è stremato dai logoranti ritmi di lavoro a causa delle violente e continue aggressioni".
"Ed è grave, ad esempio, - aggiunge Capece - che pur essendo a conoscenza delle problematiche connesse alla folta presenza di detenuti stranieri e psichiatrici, le Autorità competenti non sia ancora state in grado di trovare una soluzione. Ogni giorno nelle carceri italiane, per minori e adulti, succede qualcosa, ed è quasi diventato ordinario denunciare quel che accade tra le sbarre".