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Aggressione a Centocelle, chi era il caporal maggiore dell’Esercito Danilo Lucente Pipitone

Aggressione a Centocelle, chi era il caporal maggiore dell’Esercito Danilo Lucente Pipitone

danilo lucente pipitone

Si stringe il cerchio intorno all’uomo che ha massacrato di botte e ucciso Danilo Salvatore Lucente Pipitone, il 44enne caporal maggiore dell’Esercito, nella notte tra venerdì e sabato a Centocelle periferia est di Roma. L’aggressore sarebbe stato visto scappare con un’altra persona su una Fiat 500 noleggiata. I testimoni avrebbero fornito inoltre un identikit dell’uomo che ora gli inquirenti stanno cercando.

Pipitone è stato trasportato all’ospedale Vannini in condizioni gravissime ed è morto al policlinico Umberto I dove era stato trasferito: domenica è stata dichiarata la morte cerebrale. A dare l’allarme i passanti che avrebbero segnalato alle forze dell’ordine una persona a terra a seguito di una lite. La vittima è stata trovata riversa a terra in via dei Sesami non distante da dove aveva parcheggiato l’auto. Oltre alle ferite sul volto, è stata riscontrata una profonda lacerazione sulla nuca. Ancora da chiarire il movente dell’aggressione se si sia trattato di un litigio o di un tentativo di rapina.

Danilo Salvatore Lucente Pipitone era uno degli angeli del Covid. Originario di Erice, in provincia di Trapani, il caporal maggiore era separato senza figli, riporta il Corriere della Sera, si è arruolato nel 2002 in ferma volontaria annuale e come prima caserma di destinazione è stato distaccato proprio in città presso il XII reggimento bersaglieri. Si era poi specializzato come operatore sanitario dell’Esercito che aveva messo a frutto anche in missione di pace all’estero, come nell’incarico in Albania nel 2006. Infine era entrato in servizio al Celio, dove dal febbraio 2020 è stato impegnato nel reparto Covid.

(eg)