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Affitti a Roma: per un bilocale oltre metà stipendio

Affitti a Roma: per un bilocale oltre metà stipendio

Testo del paragrafo (10)

Roma affronta una nuova stretta sul mercato degli affitti. Secondo le analisi di settore, per un bilocale da 60 metri quadrati in zona semicentrale l’incidenza del canone raggiunge il 55,3% dello stipendio netto mensile, una soglia che per molti giovani lavoratori rende proibitiva la ricerca di una casa.

Il mercato locale e il peso del canone

La domanda abitativa resta elevata, ma l’offerta effettivamente accessibile si restringe. I proprietari tendono a preferire contratti per studenti, attratti da imposte più contenute e dall’obbligo del garante, che riduce il rischio d’insolvenza. Il risultato è un mare di annunci con canoni elevati e specifiche “solo studenti”, una barriera che penalizza chi lavora e dispone di redditi regolari ma non può contare su tutele analoghe.

Turismo e case non stabilmente occupate

La pressione del turismo incide in modo significativo. In città si contano 186.573 posti letto in «abitazioni a uso ricettivo» come b&b e case vacanze. Le strutture registrate nella Banca Dati Nazionale delle Strutture Ricettive sono 57.660, pari indicativamente al 18/20% del mercato di locazione romano. Un quadro che, secondo gli studiosi, sottrae disponibilità al lungo periodo. Il professor Filippo Celata, ordinario di Geografia Economica alla Sapienza e tra i principali analisti della crisi abitativa capitolina, sintetizza: «A Roma ci sono decine di migliaia di case inutilizzate, non regolarmente occupate... Una fetta è rappresentata da alloggi usati da non residenti, con affitti transitori o brevi a scopo turistico».

Gli effetti della direttiva «case green»

Nel breve-medio periodo pesa anche la direttiva «case green», che impone una riduzione del 16% dei consumi medi entro il 2030. La norma non vieta il singolo affitto, ma i proprietari di immobili più datati e a canone moderato potrebbero scegliere di ritirarli dal mercato per evitare le spese di ristrutturazione. A Roma oltre il 60% degli edifici risale agli anni ’50-’80 in aree semicentrali o ben collegate: un loro eventuale ritiro accentuerebbe la crisi abitativa e renderebbe ancora più complesso trovare una soluzione stabile in città.