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Addio a Fausto Delle Chiaie: il pioniere della street art romana aveva 82 anni

Addio a Fausto Delle Chiaie: il pioniere della street art romana aveva 82 anni

Testo del paragrafo (10)

È morto a 82 anni Fausto Delle Chiaie, considerato il primo vero street artist romano, capace di portare l’arte fuori dai musei e di farla vivere sulle strade di Roma. Per decenni la sua pratica dell'“Infrazione”, ovvero offrire le opere direttamente a terra, ha incuriosito migliaia di passanti prima di conquistare critici e collezionisti.

Il cuore creativo tra via dei Cappellari e piazza Augusto Imperatore

Via dei Cappellari, nel centro storico, è stata a lungo il suo palcoscenico privilegiato, grazie al laboratorio di Andrea Bottai. Attorno a piazza Augusto Imperatore e accanto all’Accademia di Belle Arti di via Ripetta, le sue installazioni effimere prendevano forma con oggetti comuni trasformati in segni poetici. Erano appuntamenti quotidiani, fatti di gesti minimi e di un’ironia sottile, capaci di trattenere lo sguardo di chiunque si fermasse.

Riconoscimenti e una firma nella Collezione Farnesina

Un passaggio importante era arrivato con l’ingresso di un suo lavoro sul distanziamento sociale nella Collezione Farnesina. Delle Chiaie, con la consueta ironia, aveva commentato: "Alla fine mi hanno appeso". Nel 2021 una petizione promossa dallo scrittore Pino Giannini per l’applicazione della Legge Bacchelli aveva raccolto oltre 27mila firme, tra cui quella di Bonito Oliva, a testimonianza del valore riconosciuto alla sua ricerca.

Le voci del ricordo a Roma

Il critico Achille Bonita Oliva aveva colto l’essenza del suo lavoro parlando di "una democrazia dello sguardo". Commosso il ricordo di Andrea Bottai, che lo descrive come un artista che "ha intrattenuto e irretito migliaia di passanti di ogni età". Bottai aggiunge: "Come per tutti gli artisti, nemmeno a lui sarà permesso di sparire davvero", sottolineando come l’opera resti "sulle pareti delle case che hanno le sue tele, tra le righe dei libri che gli sono stati dedicati, nei frame dei docufilm che hanno provato a raccontarlo".

Bruno Pellegrino ricorda le sue "installazioni mutevoli", composte da oggetti abbandonati come sassi, carte e tele, e definite "Un vero monumento all'arte come invenzione, irriverente e frugale". Un semplice mazzo di fiori in galleria, a via dei Cappellari, bastava per trasformare un momento qualunque in una performance.

Delle Chiaie lascia la compagna Noreen e una comunità vasta di artisti, galleristi e cittadini che nella sua arte "minima" hanno riconosciuto per anni un modo unico di raccontare Roma e la vita.