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Acqua sprecata nel Lazio: costi oltre 1,5 miliardi l’anno

Acqua sprecata nel Lazio: costi oltre 1,5 miliardi l’anno

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Oltre 1,5 miliardi di euro l’anno è il conto dello spreco d’acqua nel Lazio, secondo un’indagine della Cgia di Mestre. La dispersione idrica regionale raggiunge 479 milioni di metri cubi potabili tra gennaio e dicembre, con una perdita media di 200 litri al giorno per abitante sui 434 litri immessi nelle condutture: il 46,2% del totale si disperde prima di arrivare ai rubinetti, a fronte di una media nazionale del 42,4%.

Il quadro regionale

La fotografia restituisce un sistema sotto pressione, con reti idriche obsolete e una dispersione che rappresenta il peggior dato tra le regioni sul rapporto tra acqua immessa e acqua effettivamente erogata. Il peso economico della cattiva gestione, evidenzia lo studio, grava in modo diretto su famiglie, imprese e servizi essenziali.

Le province più colpite

L’analisi territoriale mette in luce differenze marcate. Latina registra la quota più elevata di perdite con il 67,7%, seguita da Frosinone al 55,1%. In Rieti si disperde il 46,9% dell’acqua immessa, mentre Viterbo si attesta al 40,6%. A Roma si perde oltre un quarto dell’acqua a disposizione, confermando una criticità strutturale anche nella Capitale.

Roma e la campagna capitolina

Accanto ai volumi dispersi sulla rete urbana, un ulteriore fattore di inefficienza riguarda i fontanili della campagna capitolina, in particolare quelli in muratura utilizzati da agricoltori e allevatori nelle tenute e nei recinti per il bestiame. La loro gestione contribuisce a rendere più complesso il bilancio idrico complessivo dell’area metropolitana.

Le cause strutturali

Tra i motivi più ricorrenti figurano l’anzianità delle infrastrutture, soggette a corrosioni e rotture ripetute, gli errori di misurazione dei contatori e i allacci abusivi. La combinazione di questi elementi alimenta una dispersione che sottrae risorse preziose al territorio, con ripercussioni in termini di costi e di servizi per cittadini e attività produttive.