Stavano affiggendo i manifesti per la commemorazione di Acca Larentia, quando quattro attivisti di Gioventù Nazionale sarebbero stati aggrediti in prossimità di via Tuscolana, a Roma.
L’accaduto risale ad oggi, 7 gennaio, giorno in cui a Roma si ricordano i fatti di 48 anni fa. Secondo quanto riferito dalle vittime, l’episodio si sarebbe verificato mentre si stavano attaccando i manifesti relativi alla commemorazione di Acca Larenzia promossa al parco della Rimembranza dal movimento giovanile per oggi pomeriggio.
Le indagini sono ancora in corso, ma a ricostruire l’episodio è la Digos della questura di Roma, la quale riferisce che i quattro attivisti sarebbero stati avvicinati nei pressi di un supermercato di zona da un gruppo di estrema sinistra e aggrediti con spranghe e aste.
Le parole del presidente di Gioventù Nazionale Roma
Francesco Todde, presidente di Gioventù Nazionale Roma, dichiara "una gravissima aggressione a quattro militanti di Gioventù Nazionale Roma, avvenuta questa notte ad opera di un commando di più di 20 professionisti dell'odio politico, muniti di coltelli e persino radio per comunicare senza intercettazioni". "I nostri ragazzi sono stati aggrediti con tanta violenza proprio mentre affiggevano manifesti in ricordo della strage di Acca Larenzia del 7 gennaio 1978 - aggiunge -. In quel giorno due militanti del Fronte della Gioventù, completamente sconosciuti a episodi violenti, furono uccisi a sangue freddo dal terrorismo rosso, seguiti da un altro per mano del Capitano dei Carabinieri Sivori, durante il raduno del Fdg sul luogo dell'avvenimento. Il manifesto che abbiamo diffuso nella città per l'occasione parla di libertà, ricordo, con l'obiettivo di poter ricordare come figli d'Italia tutti i ragazzi caduti in quegli anni di violenza infame, mentre non si combatteva una guerra ma l'odio politico portava al massacro di chi credeva nelle sue idee".
"Oggi, un anno dopo il grande rumore fatto da certa stampa per un pericolo fascismo in Gioventù Nazionale, vogliamo la stessa attenzione per questa storia - prosegue -. Il nostro movimento non si è mai contraddistinto per azioni del genere, mai! Mai in più di 10 anni si è trovato un mostro militante colpevole di un attacco pianificato e violento per ragioni politiche. Al contrario, questo episodio si aggiunge alla lunga lista di aggressioni violente registrate ai danni di Gioventù Nazionale. Aspettiamo gli avvoltoi dell'editoria 'illuminata' al varco, se credete nella democrazia parlate anche di questo".
Non tardano ad arrivare le parole del presidente del Senato, Ignazio La Russa, che commenta sui social. "Ho appreso con sconcerto la notizia della vile aggressione avvenuta nella notte a Roma ai danni di quattro militanti di Gioventù Nazionale, attaccati da un commando di venti persone mentre affiggevano manifesti in ricordo di Franco Bigonzetti e Francesco Ciavatta, assassinati davanti alla sede del Movimento Sociale Italiano, in via Acca Larenzia nel 1978. Quanto avvenuto è inammissibile, siamo di fronte a un odio politico di estrema gravità, che condanno con fermezza. Queste aggressioni non cancelleranno la memoria, né fermeranno chi, con coraggio e determinazione, continua a difendere il diritto al ricordo e alla libertà di espressione. A Gioventù Nazionale e ai giovani rimasti feriti va la mia sincera e affettuosa vicinanza, con l’auspicio che i responsabili vengano rapidamente individuati".
Le parole di Ghera
"L'aggressione subita ai danni di attivisti di destra nell'ambito delle iniziative per la commemorazione di Acca Larentia è un atto grave che condanniamo senza se e senza ma. A distanza di anni c'è ancora chi soffia sul fuoco della violenza provando ad alimentare nelle giovani generazioni quel clima di odio che costò la vita a tanti ragazzi negli Anni di Piombo".
Lo dichiara Fabrizio Ghera, esponente di FdI e assessore alla Mobilità, ai Trasporti, alla Tutela del Territorio, al Ciclo dei rifiuti, al Demanio e Patrimonio della Regione Lazio. "Ci auguriamo che questa volta i rappresentanti della sinistra scelgano la strada della condanna piuttosto che, come spesso avviene quando a subire aggressioni sono ragazzi di destra, lasciare nel silenzio e nell'impunità la gravità di queste azioni".