A Roma, nei giorni scorsi, si è svolta la cerimonia di consegna dei Premi Tesi AIDIC-ORIM 2025, la dodicesima edizione del riconoscimento promosso dall’Associazione italiana di ingegneria chimica alle migliori tesi magistrali e di dottorato a forte contenuto innovativo e applicativo. Un appuntamento che conferma il ruolo di Roma come palcoscenico di primo piano per la valorizzazione della ricerca tecnica e industriale.
La cerimonia a Roma
Il premio prevede tre riconoscimenti per le tesi di laurea magistrale, due per le tesi di dottorato di ricerca e un premio speciale dedicato al recupero dei metalli non ferrosi dai rifiuti, istituito in memoria di Andrea Mancini. Le candidature arrivate quest’anno provengono da 12 atenei italiani, segno di una partecipazione ampia e qualificata.
I temi al centro della ricerca
I lavori selezionati spaziano su ambiti strategici per la transizione energetica e l’economia circolare: dall’elettrificazione dei processi catalitici al riciclo delle batterie al litio, dalla produzione di idrogeno a basso impatto alla valorizzazione del carbonio, fino al recupero di metalli critici dai rifiuti elettronici (WEEE), alla co-pirolisi di biomasse e scarti industriali e alla valutazione della sicurezza delle tecnologie di decarbonizzazione.
Partecipazione record e parità di genere
L’edizione 2025 segna un risultato senza precedenti con 72 candidature complessive: 20 tesi di dottorato, 46 tesi magistrali e 6 domande per il Premio ORIM. La componente femminile raggiunge il 49%, con 35 candidate su 72, un dato vicino alla parità e indicativo della crescente presenza di talento femminile nell’ingegneria chimica.
Le parole di Aidic
Il presidente Aidic Giuseppe Ricci sottolinea il valore sistemico dei progetti premiati, affermando: “i lavori premiati dimostrano quanto l'ingegneria chimica sia oggi al centro delle grandi trasformazioni industriali ed energetiche. In una fase in cui il sistema produttivo è chiamato a defossilizzare, innovare i processi, valorizzare le risorse e rafforzare la sicurezza e la competitività delle filiere, l'ingegnere chimico rappresenta una figura essenziale: capace di integrare competenze scientifiche, tecnologiche e industriali e di tradurre la ricerca in soluzioni concrete per una transizione sostenibile, realistica e socialmente responsabile. Premiare questi giovani talenti significa investire nelle competenze che guideranno il futuro dell'industria e dei sistemi energetici”.
Il Premio Orim
Tra i riconoscimenti figura il Premio ORIM dedicato al recupero dei metalli non ferrosi, sostenuto dall’azienda e dalla famiglia Mancini. Un impegno rinnovato anche per i prossimi anni, a sostegno di un settore chiave per la sicurezza delle materie prime e la competitività industriale nell’ottica dell’economia circolare.