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A Fiera Roma si parla di Sanità con Welfair 2025

A Fiera Roma si parla di Sanità con Welfair 2025

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Avete mai sentito parlare di “Equilibrio della Sanità”? È l’argomento centrale di Welfair 2025, a Fiera Roma dal 4 novembre fino al 7, arrivata alla sua sesta edizione. Con oltre 60 tavoli di approfondimento e più di 600 relatori in presenza, ci si confronta su un argomento di attualità, come la sanità, ma che ha perennemente bisogno di risposte.

In questa edizione, sono tre i pilastri su cui si regge la discussione: internazionalizzazione e incontro con i buyer e potenziali partner esteri, miglioramento della governance sanitaria, cultura e prassi della prevenzione. Per i visitatori, ci sono servizi gratuiti di screening che ricordano che la prevenzione è la nuova frontiera della sanità, frontiera da preservare e su cui bisogna costruire una cultura solida.

Welfair 2025: quale equilibrio per la sanità?

Si è aperta oggi a Fiera Roma Welfair 2025 “L’Equilibrio della Sanità” organizzata da Fiera Roma e B-Sanità by Experience. Presentata sul palco del Teatro della Salute dai membri del Comitato Scientifico Marinella D’Innocenzo, Enzo Chilelli e Giovanni Scapagnini, insieme a Fabio Casasoli, Amministratore unico Fiera Roma, Diego De Felice, Direttore Centrale Comunicazione INPS, Luciano Mocci, Componente di Giunta Camera di Commercio di Roma e Worknesh Mekonnen, African Regional Director e rappresentante presso l’Unione Africana dell’Ufficio delle Nazioni Unite per i servizi e i progetti, l’edizione di quest’anno ribadisce e rafforza il suo format originale: l’internazionalizzazione del comparto sanitario italiano e l’incontro dal vivo tra gli attori e le attrici delle filiere verticali della sanità per scambiare buone pratiche e generare proposte concrete e mirate di miglioramento.

I Direttori Generali chiedono una modifica normativa ormai datata e più libertà per attrarre e trattenere il personale – ha detto Marinella D’Innocenzo, Comitato Scientifico di Welfair e coordinatrice della plenaria dei Direttori Generali -. Esiste un’evidente carenza di professionisti sanitari che rallenterà l’entrata in funzione delle Case di Comunità. Non si possono, del resto, sguarnire gli ospedali per popolare il territorio. Le Regioni e i territori meno attrattivi hanno bisogno di offrire condizioni migliori di paga, libera professione (soprattutto per gli infermieri) e welfare aziendale per riempire i posti disponibili. Al momento il problema non è l’assenza di risorse ma di persone. Possiamo investire per attrarne di più, formarle meglio, farle lavorare in un ambiente più soddisfacente”.

A Welfair 2025 si para anche di “disallineamento” nella sanità italiana. Enzo Chilelli, Comitato Scientifico di Welfair, afferma che “il disallineamento è il filo rosso degli incontri e del Libro Bianco 2025. A tutti i tavoli di lavoro si chiederà uno sforzo in più: evidenziare per ogni argomento il gap esistente tra pratica, legislazione ed avanzamento tecnologico in sanità”.

Fiera Roma diventa anche un polo internazionale: sono presenti a Welfair buyer e potenziali partner provenienti dal Nord Africa: Egitto, Tunisia, Marocco e Algeria. Inoltre, una delegazione di medici internazionali farà visita a Welfair 2025. Sette i Paesi rappresentati, oltre l’Italia: Australia, Brasile, Germania, Irlanda, Portogallo, Spagna, Stati Uniti d’America.

Tra gli ospiti di rilievo figura Worknesh Mekonnen - African Regional Director e rappresentante presso l’Unione Africana dell’Ufficio delle Nazioni Unite per i servizi e i progetti - alla guida di una delegazione internazionale impegnata a sviluppare partnership con le aziende del comparto sanitario italiano. “L’ONU è consapevole di non poter raggiungere gli obiettivi di sostenibilità, in particolare in ambito sanitario, senza una stretta collaborazione con il settore privato. Siamo a Welfair per imparare a costruire questa relazione”, ha dichiarato Mekonnen.

Particolare attenzione all’universo dell’alimentazione. Secondo i dati del Global Burden of Disease Study 2023, gran parte della mortalità mondiale è ancora riconducibile a fattori di rischio modificabili, sui quali interventi preventivi mirati potrebbero incidere in modo decisivo. Su questo punto ha riflettuto il professor Giovanni Scapagnini, che ha sottolineato come, “nonostante il ruolo cruciale che la nutrizione gioca nel determinare la durata e la qualità della vita - soprattutto nell’ultimo quarto del percorso vitale - l’alimentazione resta ancora la Cenerentola delle politiche di prevenzione. Per un invecchiamento in salute, l’industria alimentare può fare bene la sua parte: ora si preoccupa più degli aspetti organolettici e non funzionali del cibo”.