Celleno, il borgo della Tuscia viterbese noto come "paese delle ciliegie" a circa 90 minuti da Roma, presenta una nuova devozione popolare: la Madonna delle Ciliegie, custodita in una cappella dedicata all’interno della chiesa di San Donato nel paese nuovo. Un dipinto di rara finezza accompagna l’avvio ufficiale del culto, evento inusuale nel panorama religioso contemporaneo italiano.
Il rito di avvio
L’apertura della devozione è affidata a una processione con preghiera comunitaria, in programma venerdì 29 maggio alle ore 21:00 con partenza dalla chiesa di San Donato. Il corteo attraverserà il borgo sostando davanti alle edicole mariane storiche, valorizzando un percorso che riporta la fede al centro dell’identità locale del Lazio.
«Questa processione e questo momento di preghiera sono il ringraziamento della nostra comunità a conclusione del mese mariano — ha dichiarato il parroco di Celleno, don Giusto Neri —. Ringraziamo il Signore per questo frutto così buono che ci ha donato, segno della Sua generosità e della Sua provvidenza verso le nostre famiglie e la nostra terra. Ringraziamo il Comune di Ceresara per il dono prezioso di questo quadro, che arricchisce la nostra cappella e rafforza il gemellaggio tra le nostre comunità. Che la Vergine benedica i nostri alberi, le nostre famiglie e tutti coloro che vengono a condividere con noi la gioia di questi giorni.»
Il dipinto e il gemellaggio
L’opera è firmata da Mariangela Cappa, artista e madonnara di fama internazionale, ed è stata donata al Comune di Celleno nel 2025 dal Comune di Ceresara (MN), nell’ambito di un gemellaggio di lungo periodo che unisce le due comunità, accomunate dalla coltura della ciliegia. La tecnica è particolare: gessetti colorati su tavola di legno, fissati con uno speciale trattamento che rende permanente un’arte nata per essere effimera, trasformandola in un patrimonio destinato a durare.

Le radici iconografiche
Il tema della Madonna con il Bambino e le ciliegie affonda le radici nell’arte europea. Tiziano ne diede una lettura memorabile tra il 1516–1518, oggi al Kunsthistorisches Museum di Vienna; Federico Barocci offrì una versione altissima in una tela del 1570, completata nel 1573, con la Sacra Famiglia in sosta durante la fuga in Egitto e San Giuseppe che porge un ramoscello di ciliegie al Bambino Gesù. L’opera è custodita alla Pinacoteca Vaticana dal 1935, dopo il passaggio nelle collezioni dei Gesuiti di Perugia e del Palazzo del Quirinale.
Il soggetto trova spunto nel Vangelo apocrifo dello Pseudo-Matteo, dove Gesù piega un albero per raccoglierne i frutti. Nel simbolismo cristiano, il rosso delle ciliegie richiama il sangue della Passione e la dolcezza evoca i frutti del Paradiso, figure di salvezza e redenzione.
Tradizione e festa
Nel territorio, la ciliegia è memoria concreta di lavoro e stagioni: per molte famiglie contadine era il primo guadagno dell’anno, l’annuncio dell’estate. Da questa identità condivisa nasce la Festa delle Ciliegie di Celleno, in calendario dal 5 al 7 giugno, tra gli appuntamenti più riconoscibili del Lazio a pochi passi da Roma.
