È stato presentato oggi il report “Inclusione sociale e lavoro dignitoso”: si basa sui primi tre anni del progetto promosso dalla diocesi di Roma, attraverso la Caritas diocesana, in collaborazione con Regione Lazio e Roma Capitale. Il report nasce come risposta strutturale ad un gap e un vuoto subentrato dopo la pandemia: si tratta del bisogno di inclusione sociale e di un lavoro dignitoso dopo il periodo pandemico.
I risultati del progetto Officina delle Opportunità
A tre anni dall’avvio del progetto Officina delle Opportunità, si è tenuta questa mattina una conferenza stampa per la presentazione dei risultati del progetto. All’evento hanno partecipato il cardinale Baldo Reina, il sindaco di Roma Roberto Gualtieri, il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca e il direttore della Caritas diocesana Giustino Trincia.
È il volto della fragilità che è scaturito con il progetto “Officina delle Opportunità”. Lo scenario vede protagonisti uomini e donne con un’età media di 44 anni, italiani e stranieri, spesso disoccupati da oltre 12 mesi e provenienti soprattutto dalle periferie Est e dal litorale romano. Molti di loro vivono in subaffitti, ricoveri temporanei, campi rom e in uno stato di fragilità relazionali.
“Officina delle Opportunità – ha detto il card. Reina – non è soltanto un progetto di inclusione lavorativa, ma un vero laboratorio di carità intelligente e riflessiva, animato dal desiderio di ascoltare, discernere e rinnovare continuamente la nostra azione. Un’iniziativa che affonda le sue radici nella Dottrina Sociale della Chiesa, che afferma la dignità inviolabile di ogni persona e riconosce il lavoro come bene comune, generatore di speranza e di futuro condiviso”.
In tre anni, durante il progetto, sono state prese in carico circa 2.000 persone. Non c’è particolare distinzione tra uomini (52%) e donne (48%). Un quarto è giovane tra i 18 e i 30 anni, spesso Neet; un 26% sono adulti tra i 51 e i 59 anni fuori dal mercato del lavoro. Gli italiani sono il 52%, mentre il 48% proviene da oltre 50 Paesi: Romania, Nigeria, Perù, Bangladesh e Ucraina sono le comunità più numerose.
“Più che la promozione di un’agenzia rivolta indistintamente a tutti coloro che fossero alla ricerca del lavoro – ha spiegato Trincia, direttore della Caritas romana –, si è deciso di avviare un vero e proprio laboratorio di ricerca e di sperimentazione di possibili soluzioni lavorative per persone che versassero in condizioni di fragilità sociale ed economica. Officina delle Opportunità dimostra che, quando comunità, istituzioni e mondo produttivo cooperano, la speranza diventa concreta e la città può crescere più inclusiva e solidale”.
Nei tre anni, 680 persone sono state rese abili all’entrata nel mercato del lavoro e 170 hanno trovato un’occupazione regolare. La stabilità contrattuale è migliorata di gran lunga. Il progetto ha alla base una rete ecclesiale: 333 parrocchie, oltre 200 Centri di Ascolto, 36 Presidi Territoriali e 2.000 volontari.
Il sindaco Roberto Gualtieri ha sottolineato: "Nell’ambito dell’assistenza alle persone in condizioni di svantaggio economico e sociale esistono tre dimensioni collegate fra loro: precarietà abitativa, lavorativa e relazionale. Queste si alimentano a vicenda e rischiano di intrappolare le persone in una dimensione di solitudine. Per questo è fondamentale affiancare il lavoro istituzionale a una rete territoriale che accompagni in un percorso di cura il più possibile personalizzato. Officina delle Opportunità dimostra come progetti condivisi tra istituzioni possano produrre risultati significativi nel contrasto alle fragilità. Nel dicembre 2022 abbiamo aderito come Giunta a questo progetto e auspichiamo che possa proseguire. Ogni persona ha la propria unicità e risorse, che devono essere valorizzate" ha concluso Gualtieri.