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Cartelle pazze, protesta a Roma il 24 settembre

Cartelle pazze, protesta a Roma il 24 settembre

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Cartelle pazze e richieste di pagamento considerate illegittime dagli inquilini delle case popolari di Roma. È in programma una manifestazione cittadina martedì 24 settembre, con appuntamento alle ore 15:00 in Piazza Giovanni da Verrazzano 7, sotto la sede dell’assessorato alla casa di Roma Capitale.

Manifestazione e luogo del presidio

L’iniziativa punta a chiedere l’annullamento delle somme ritenute non dovute e contestate dopo gli invii effettuati in agosto. L’appuntamento è fissato in Piazza Giovanni da Verrazzano 7, sotto la sede del Dipartimento Patrimonio e Politiche Abitative, con ritrovo alle ore 15:00. Gli organizzatori invitano gli interessati a rivolgersi alle loro sedi per assistenza e informazioni sulla documentazione ricevuta.

Le contestazioni sulle richieste di pagamento

Secondo quanto denunciato dai promotori, in pieno agosto Aequa Roma (società che gestisce il patrimonio ERP del Comune) ha recapitato migliaia di lettere agli inquilini, con importi che in diversi casi arriverebbero fino a 80.000-90.000 euro. Le contestazioni riguardano richieste per affitti e oneri di periodi risalenti, somme che si dichiarano già pagate o coperte da precedenti transazioni, oltre a presunti errori contabili e gestionali.

Tipologie di comunicazioni e possibili conseguenze

Nelle comunicazioni diffuse dagli organizzatori si distingue tra semplici diffide e accertamenti esecutivi. Le diffide, descritte come piene di errori, avrebbero finalità prevalentemente sollecitatorie. Gli accertamenti esecutivi, se non impugnati nei termini, possono portare all’iscrizione a ruolo presso l’Agenzia delle Entrate-Riscossione, con il rischio di pignoramenti su stipendi o pensioni, fermi amministrativi e blocchi dei conti correnti.

Termini e strumenti di tutela

I promotori segnalano la possibilità di presentare risposte in autotutela per correggere o bloccare diffide ritenute errate e di proporre opposizione legale contro gli avvisi di accertamento. Viene richiamata l’attenzione sulle scadenze: per gli avvisi di accertamento il termine indicato è di 30 giorni dal ricevimento per l’eventuale ricorso.