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Tor Cervara dopo l’orrore: viaggio tra paura, degrado e la rabbia dei residenti

Tor Cervara dopo l’orrore: viaggio tra paura, degrado e la rabbia dei residenti

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Come si vive a Tor Cervara dopo il dramma della trentaduenne segregata e violentata in via Tallone? Radio Roma vi porta dentro un quartiere sospeso tra il degrado, la rabbia dei cittadini e le realtà che si occupano di riduzione del danno.

Cosa è successo a Tor Cervara in via Tallone?

Resta alta la tensione a seguito della tragica vicenda della trentaduenne colombiana segregata per tre giorni in uno stabile abbandonato in via Cesare Tallone e costretta a subire violenze sessuali di gruppo dietro minacce di morte.

Cinque le persone arrestate, tutti clandestini, più volte espulsi, con precedenti che vanno, a vario titolo, dallo spaccio di droga ai maltrattamenti in famiglia, alla frode informatica, alla resistenza a pubblico ufficiale.

Non uscirai da qui, morirai qui dentro” racconta la donna quanto si è sentita dire. “Ho chiesto aiuto a chi c'era dentro, ma nessuno è intervenuto”.

Quel palazzo, teatro dell’incubo che ha vissuto, negli ultimi anni è stato più volte sgomberato, come per quello nella vicina via Raffaele Costi: omicidi, aggressioni, stupri, incendi dolosi e spaccio di droga la fanno da padrone e i residenti sono preoccupati, e temono ormai per la sicurezza dei propri figli e delle proprie famiglie.

Non parliamo solamente di queste persone extracomunitarie che occupano il fabbricato, vendendo sostanze stupefacenti – dice ai microfoni di Radio Roma Simone Di Marco, vicepresidente del Comitato di Quartiere Tor Cervara - ma di tutte le persone tossicodipendenti che da altre parti vengono, prendono gli autobus e alla fermata dell'autobus si vedono diverse persone che scendono, attraversano via di Tor Cervara, scavalcano il New Jersey per attraversare questo sottopasso e vanno a comprare quello che devono comprare al fabbricato occupato”.

Un sottopasso da paura

Una strada ed un fabbricato unite da un sottopasso: quella strada è buia, abbandonata, ma facilmente percorribile. Bisogna solo scavalcare quel New Jersey che si frappone tra la strada e il tunnel. Ed è proprio quella la strada percorsa da chi, in stato di agitazione, vuole bere un sorso di acqua, se non riempire addirittura le taniche, nella fontanella in via Vespignani.

Queste persone passano dal famoso sottopasso della tangenziale, percorrono 100-150 metri su via di Tor Cervara e vengono qui, nel nostro quartiere, a prendere dell'acqua alla fontanella, però sono persone perennemente in uno stato alterato”.

Il presidio della Fondazione Villa Maraini che “porta alla vita”

Con le nostre telecamere, siamo andati nei pressi di quel sottopasso, e proprio lì abbiamo incontrato gli operatori della Fondazione Villa Maraini.

Noi siamo Villa Maraini – racconta Fabio della Fondazione Villa Maraini, ai nostri microfoni - e ci occupiamo di riduzione del danno. Interveniamo e prestiamo soccorso alle persone che fanno uso di sostanze, qualsiasi tipo di sostanza. Al tempo stesso cerchiamo di agganciarle per portarle a fare un percorso di riabilitazione, presso la struttura a Villa Maraini”.

Dentro la loro auto hanno di tutto, tutto quello che può essere utile ad un servizio così delicato.

Come puoi notare, dentro l’auto abbiamo diversi tipi di siringhe, quindi insuline, quelle da 2,5 , quelle da 5, abbiamo acqua, ma in realtà, anche il Narcan, che è fondamentale affinché la persona non vada in overdose, con il rischio quindi di morte”.

La manifestazione del 30 maggio

La zona si divide tra IV e V Municipio: residenti e commercianti uniscono le forze in un appello accorato, che si trasformerà in una manifestazione di piazza il prossimo 30 maggio. L'appuntamento è fissato in via Vespignani, all'altezza del civico 51.

Noi ci siamo messi in contatto con i vari municipi, il IV e il V, perché noi siamo nel IV, mentre il problema principale del fabbricato si trova nel V. Ci rivolgiamo sempre sia al presidente Caliste sia al presidente Umberti per trovare una soluzione. Abbiamo la necessità che questo palazzo venga sgomberato definitivamente, abbiamo la necessità che venga messo in sicurezza” conclude Di Marco.