Stellantis Cassino, cresce l'angoscia: si teme un (altro) mese senza lavoro
Ospite in collegamento: Andrea Di Traglia, segretario provinciale Fiom Cgil Frosinone-LatinaSi prospettano altre settimane difficili per lo stabilimento Stellantis Cassino Plant: i sindacati temono che non ci sarà nessun rientro per il 7 aprile. Intanto, dopo la mobilitazione di qualche settimana fa a Cassino, è arrivata la convocazione regionale per l’8 aprile alle 15.30.
Sindacati compatti: "Indispensabile trovare soluzioni concrete"
Il fronte unitario, rappresentato da Cgil, Cisl e Uil, ha evidenziato le criticità che toccano lavoratrici e lavoratori dello stabilimento e delle aziende dell’indotto. Le tre sigle sindacali hanno insistito sulla necessità di un percorso istituzionale chiaro e rapido: “È fondamentale avviare un percorso condiviso per individuare soluzioni concrete alle problematiche emerse”. La priorità riguarda la salvaguardia dei livelli occupazionali, compresi gli appalti, e la tenuta sociale ed economica del territorio.
Il confronto in Regione fissato per l'8 Aprile
La Regione Lazio ha fissato una riunione con le organizzazioni sindacali per l’8 aprile alle 15.30. Il confronto, dedicato alla situazione dello stabilimento di Piedimonte San Germano, sarà presieduto dalla vicepresidente e assessore allo Sviluppo economico Roberta Angelilli e dall’assessore regionale al Lavoro Alessandro Calvi.
I sindacati puntano ad affrontare i nodi industriali e produttivi in modo coordinato con le istituzioni: “Ci aspettiamo un sollecito riscontro per un confronto che possa prima della presentazione da parte di Stellantis del suo piano industriale portare a risultati tangibili”.
Quali conseguenze sul territorio?
La situazione preoccupante legata all'automotive rischia di avere conseguenze pesanti su tutto il territorio del Basso Lazio, dove la filiera e la coesione sociale sono direttamente esposte. Tra le priorità rientra anche il rafforzamento della capacità di ricerca e innovazione nel sistema universitario locale, elemento considerato strategico per lo sviluppo di lungo periodo.
E così il tavolo dell'8 aprile è guardato da migliaia di famiglie come passaggio decisivo per il futuro produttivo e occupazionale del territorio.