Dopo dieci giorni di attesa e appelli, la speranza si è spenta domenica mattina. Federica Torzullo è morta. Il suo corpo è stato trovato sotterrato in un fondo vicino alla ditta del marito, ad Anguillara Sabazia. Interrato in una buca scavata con un mezzo meccanico e ricoperta da rovi. Sul posto i Carabinieri del Nucleo Investigativo di Ostia, della Compagnia di Bracciano, della Stazione di Anguillara e del RIS di Roma.
Anguillara, trovato il corpo di Federica Torzullo, sotterrato vicino all’azienda del marito
La svolta intorno alle dieci di ieri 18 gennaio, quando una mano è spuntata dal terreno dell’azienda di movimento terra, a circa tre chilometri dalla casa dove la 41enne viveva con il figlio e il marito, Claudio Carlomagno, indagato per omicidio. Dopo ore nella caserma dei carabinieri, l’uomo è stato trasferito in carcere, in attesa dell’udienza di convalida dell’arresto. La procura di Civitavecchia ha proceduto al fermo per omicidio aggravato della 41enne.
Ora gli investigatori cercano di ricostruire cosa sia accaduto la sera dell’8 gennaio e nelle ore successive: come è morta Federica e quando il suo corpo sia stato trasportato in via comunale San Francesco, un’area decentrata del Comune. La Procura parte da alcuni elementi chiave. Federica non esce più di casa dopo le 19.30 dell’8 gennaio e il suo telefono non registra movimenti oltre il cancello della villetta. Carlomagno, invece, la mattina seguente esce in auto e raggiunge il luogo di lavoro.
"Ricostruzione incongruente"
Per i magistrati l'indagato avrebbe dato una "ricostruzione incongruente sia in sede di denuncia che in sede di sommarie informazioni". "Non è vero - sottolinea la Procura - che l'uomo la mattina del 9 gennaio non è tornato a casa dal lavoro "in quanto le telecamere lo immortalano mentre fa rientro" ne' che ha "trascorso la giornata recandosi nei posti dallo stesso indicati, lo smentisce la geolocalizzazione dell’autovettura utilizzata in posti diversi".
La denuncia di scomparsa
A dare l’allarme sono i colleghi di Federica, funzionaria delle Poste, preoccupati per la sua assenza. Arriva nel pomeriggio la denuncia del marito. Ma qualcosa non torna, l’ipotesi di un allontanamento volontario non regge: l’auto della donna è parcheggiata in casa, così come tutti i suoi effetti personali, tranne la borsa e il cellulare. Carlomagno parla di normali problemi di coppia, ma gli accertamenti rivelano che i due erano in fase di separazione.
Tracce di sangue dalla casa al mezzo nel magazzino della ditta
La sua versione non convince gli inquirenti: viene giudicata "contraddittoria e illogica".
A rafforzare i sospetti, le tracce di sangue individuate dai Ris ovunque: in casa, sul pavimento dell’ingresso, nella cabina armadio della camera da letto di Federica, sugli abiti da lavoro dell’uomo e su un mezzo utilizzato nella ditta.
Sono state repertate tracce di sangue, compreso il bagagliaio e varie tracce biologiche nel vano dell’auto dell'indagato. Tracce ematiche anche sul manico del badile e sul mezzo meccanico all’interno del magazzino della ditta di famiglia e, infine, su un asciugamano trovato all’interno di una cava per inerti.
Le ricerche della donna
Federica era stata cercata ovunque: nell’abitazione, nei locali dell’azienda, perfino nelle acque del lago di Bracciano. Nel fine settimana alle ricerche si erano unite anche le Guardie zoofile di FareAmbiente. Ricerche interrotte con il tragico ritrovamento. Ci sono volute ore per portare alla luce il corpo della donna, trasportato all’obitorio del Verano dove verrà effettuata l’autopsia.
Si cerca l'arma del delitto
"Manca - scrive in una nota la Procura - l’arma del delitto che potrebbe il Carlomagno, se libero, ostacolarne la ricerca, nonostante nell’immediatezza la Procura di Civitavecchia abbia sequestrato l’abitazione, le autovetture e l’azienda e, ciononostante, l’arma del delitto non si trova. Per tali ragioni la Procura di Civitavecchia in data odierna ha proceduto al fermo di Carlomagno".