Un fiume di droga che non poteva mai mancare sulle piazze di spaccio del litorale tra Roma e Latina. Tanto che due gruppi criminali invece di "farsi la guerra" si sono messi in affari per evitare "buchi" nella distribuzione di cocaina, hashish ed eroina. Oltre 20 i chili di droga sequestrati dalla Polizia in oltre un anno di indagini concluse con l'arresto di 15 persone. Per loro si sono aperte le porte del carcere.
Maxi operazione antidroga tra Roma e Latina: 15 arresti. Due gruppi in affari per rifornire il litorale di cocaina e hashish
Oltre 200 gli agenti in campo oggi 25 novembre nella maxi operazione antidroga della Polizia di Stato della Questura di Roma scattata nei comuni di Roma, Latina, Nettuno, Pomezia e L’Aquila. La Polizia di Stato, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Capitale ha eseguito una misura cautelare a carico di 15 persone, sottoponendole alla custodia cautelare in carcere. Sono gravemente indiziate di appartenere a due diverse associazioni criminali specializzate nel traffico di droga.
Le piazze di spaccio
I mercati su cui i gruppi criminali operavano si concentravano nei territori di Anzio, Nettuno e Latina, che venivano sistematicamente riforniti di cocaina, hashish e marijuana attraverso una fitta rete di pusher, alle dipendenze di ciascuna delle organizzazioni. Gruppi che all'occorrenza, si davano "mutuo soccorso", quando le richieste di mercato esaurivano la disponibilità momentanea della droga.
Perquisizioni a tappeto
L'attività d'indagine, svolta dalla Squadra Mobile di Roma, ha consentito di scoprire due organizzazioni criminali, che disponevano di armi da fuoco e hanno guadagnato l'egemonia nel traffico e nello spaccio di sostanze stupefacenti nei territori del litorale romano e pontino.
Ai 15 arrestati e portati in carcere, a disposizione dell'autorità giudiziaria, si aggiungono altre 8 persone, anche queste indagate di appartenere alle consorterie di narcotrafficanti, sottoposte, nel contesto dello stesso provvedimento, ad altrettanti decreti di perquisizione personale e locale.
Gli ordini dei capi dagli arresti domiciliari, nel ristorante la base logistica
Entrambe le organizzazioni avevano una struttura piramidale. In cima i capi che agivano dagli arresti domiciliari: sfruttando i propri canali di approvvigionamento, si avvalevano di una rete di depositari di stupefacente e venditori al dettaglio. Le organizzazioni imponendosi sul territorio anche in virtù della disponibilità di armi, avevano monopolizzato numerose piazze di spaccio del litorale pontino e romano.
Tra i luoghi di incontro per finalizzare i traffici di stupefacenti sono emersi esercizi di ristorazione, nonché locali di intrattenimento, luoghi frequentati dalla movida, potendo così contare su un ampio bacino d'utenza. Una delle due organizzazioni criminali aveva inoltre la disponibilità diretta di un bar ristorante, utilizzato come base logistica per avviare le trattative inerenti l'acquisto di importanti partite di droga.
Affari per milioni di euro
Il volume d'affare stimato nel corso dell'indagine è di alcuni milioni di euro sul mercato della vendita al dettaglio dello stupefacente. Nel corso delle indagini, durate oltre un anno, i poliziotti della Squadra Mobile capitolina hanno sequestrato 3 kg e mezzo di cocaina, più di 18 kg di hashish e quasi mezzo chilo di eroina, arrestando in flagranza di reato e deferendo all'autorità giudiziaria 8 persone. Nello stesso contesto, gli investigatori hanno sequestrato, ai danni di membri delle associazioni criminali investigate, armi da fuoco clandestine, provento di furto.
All'operazione hanno partecipato i poliziotti della Squadra Mobile di Roma, con la collaborazione dell’omologhi uffici investigativi di Latina, nonché con l'ausilio di equipaggi del Reparto Prevenzione Crimine, di Unità cinofile antidroga, nonché del Reparto Volo di Roma.