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Latina, 3 arresti per tentata estorsione con metodo mafioso a dipendenti ristorante Giovannino

Latina, 3 arresti per tentata estorsione con metodo mafioso a dipendenti ristorante Giovannino

"Licenziatevi che vi pago io per non lavorare". Questa l'offerta declinata da coraggiosi dipendenti del ristorante Giovannino sul litorale di Latina, sequestrato dai carabinieri e messo sotto amministrazione giudiziaria nell'ambito delle indagini dell'inchiesta Assedio. A proporre il "patto" uno degli arrestati che ai domiciliari ha usato un permesso per incontrare i lavoratori alla presenza di un legale.

Latina, tentata estorsione con metodo mafioso a dipendenti ristorante Giovannino

Nessuna minaccia esplicita, ma la sola 'nomea' dell'indagato, vicino al clan apriliano, sarebbe dovuta bastare per far intendere alle vittime come agire. Un modo di far sentire il "potere" criminale ostacolando l'amministrazione giudiziaria del ristorante. Invece no. I dipendenti hanno rifiutato continuando a lavorare per il ristorante. La voce però ha iniziato a girare sul territorio ed è arrivata agli investigatori che hanno trovato dalle vittime i riscontri necessari per intervenire e oggi 25 novembre sono scattate le manette per tre persone: l'arrestato, il legale e una donna.

Tre arresti

Su disposizione della Direzione Distrettuale Antimafia di Roma nella mattinata odierna, in Latina e provincia, il Nucleo Investigativo del Reparto Operativo del Comando Provinciale dei Carabinieri di Latina insieme ai Carabinieri competenti per territorio, hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Roma nei confronti di 3 persone gravemente indiziate, a vario titolo, di tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso.

Le indagini

Più in particolare, l’indagine svolta dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Latina con il coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia di Roma, tra il marzo e l’aprile 2025, trae origine dall’attività info-investigativa sviluppata dai carabinieri sul territorio che ha consentito di apprendere della commissione di una tentata estorsione successivamente confermata dalle vittime con dichiarazioni rese alla DDA di Roma.

Le attività hanno permesso di ricostruire come uno dei presunti responsabili, nonostante fosse agli arresti domiciliari, abbia utilizzato un regolare permesso, per avvicinare le vittime ed invitarle a licenziarsi quali dipendenti di un’attività commerciale in amministrazione giudiziaria offrendogli in cambio lo stesso stipendio che avrebbero percepito lavorando.