Il Tar del Lazio ha accolto la richiesta dell'Unione Sindacale di Base (Usb) di sospendere l'ordinanza del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, firmata dal ministro Matteo Salvini, che disponeva la riduzione a 4 ore dello sciopero generale dei trasporti indetto per il 13 dicembre 2024. Il tribunale ha evidenziato che non vi sono motivazioni sufficienti per giustificare l'intervento del governo e la precettazione, poiché i disagi derivanti dallo sciopero rientrano nella normale gestione di tale tipo di protesta. L'Usb esprime soddisfazione per la sospensione e considera la decisione un atto di giustizia.
Il Tar del Lazio e la sospensione dell'ordinanza di Salvini
Il 12 dicembre 2024, il Tar del Lazio ha emesso un decreto monocratico in cui ha sospeso l'ordinanza firmata dal Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, con la quale si imponeva la riduzione della durata dello sciopero dei trasporti, inizialmente previsto per 24 ore, a sole quattro ore.
L'Unione Sindacale di Base (Usb), che aveva proclamato lo sciopero per il 13 dicembre 2024, aveva chiesto l'annullamento della decisione governativa, sostenendo che l'ordinanza non avesse una base giuridica valida. Il tribunale amministrativo ha accolto la richiesta di sospensiva, concludendo che la precettazione non fosse giustificata, in quanto non vi erano motivazioni sufficienti per intervenire in questo caso.
La motivazione del Tar e la questione della precettazione
Il Tribunale amministrativo del Lazio ha specificato che, dalla lettura dell'ordinanza emessa dal governo, non emerge alcuna ragione che possa giustificare una restrizione delle libertà sindacali in assenza della segnalazione da parte della Commissione di garanzia.
La precettazione, infatti, non sarebbe legittima se non fosse supportata da una valutazione che evidenzi problemi di ordine pubblico o di disagi straordinari. Secondo il Tar, i disagi derivanti dallo sciopero rientrano nei normali effetti di una protesta, e non vi è alcuna prova che questi eccedano il carattere fisiologico di tale tipo di mobilitazione.
Il giudice ha anche osservato che esistono fasce orarie di garanzia per i servizi essenziali, che limitano i disagi per i cittadini.
Le reazioni
L'annullamento dell'ordinanza di Matteo Salvini ha suscitato diverse reazioni. Da un lato, il vicepremier ha commentato con disappunto la decisione, puntualizzando che i cittadini dovranno ringraziare il giudice del Tar per il caos che si sarebbe verificato il 13 dicembre.
Salvini ha inoltre ribadito la necessità di una riforma della normativa sugli scioperi, suggerendo che una continua sequenza di proteste non farebbe altro che danneggiare la stessa causa dei lavoratori.
Dall'altro lato, i rappresentanti dell'Usb hanno accolto con favore la decisione del Tar, considerandola un atto di giustizia. Francesco Staccioli, membro dell'esecutivo confederale dell'Usb, ha sottolineato che lo sciopero era legittimo sin dall'inizio e che la sospensione dell'ordinanza rappresenta una vittoria per i lavoratori.
Lo sciopero del 13 dicembre
Lo sciopero indetto dall'Usb per il 13 dicembre 2024 coinvolgerà una vasta gamma di lavoratori del settore dei trasporti, tra cui personale di bus, treni e taxi. Nonostante il tentativo di ridurre la durata della protesta, la decisione del Tar permette ai sindacati di portare avanti l'astensione dal lavoro per tutta la durata prevista inizialmente.
L'Usb ha ribadito che l'azione sindacale ha lo scopo di tutelare i diritti dei lavoratori e di rivendicare condizioni di lavoro più giuste. Inoltre, la sospensione dell'ordinanza potrebbe rappresentare un precedente importante per il futuro delle lotte sindacali, segnando una vittoria legale che potrebbe influenzare decisioni politiche future in merito alla gestione degli scioperi.