Costantino Bonaiuti si avvale della facoltà di non rispondere alle domande del gip durante l’udienza di garanzia e rimane in carcere. Secondo il giudice l’unico obiettivo dell’uomo era di uccidere Martina Scialdone. Un omicidio premeditato per motivi di gelosia secondo l’accusa. Non per l’avvocato difensore di Bonaiuti secondo cui le intenzioni del 60enne ingegnere e sindacalista dell'Enav erano di suicidarsi, sparando per errore alla ex. La versione però non convince il giudice. Perché dopo lo sparo e durante la fuga in auto avrebbe avuto tutto il tempo e le possibilità di farlo.
Proseguono le indagini della polizia per ricostruire quanto accaduto la sera di venerdì scorso quando l’avvocata 35enne è stata uccisa con un colpo di pistola davanti al ristorante di viale Amelia al Tuscolano dove la vittima si era incontrata con Bonaiuti.
I due avrebbero iniziato a discutere nel ristorante fino ad arrivare al litigio dai toni accesi tanto che la 35enne avrebbe cercato rifugio nel bagno. Il ristoratore avrebbe inoltre chiamato il 112 prima che accadesse la tragedia. Sono state acquisite ieri, riporta il Corriere della Sera, le chiamate effettuate prima e dopo il delitto al 112, il numero unico di emergenza, poi passate al 113 della polizia. Ci sarebbero state due telefonate: una mezz'ora prima dello sparo. Dagli accertamenti sarà possibile capire quale sia stata la richiesta fatta al numero unico per le emergenze e se ci sia stato un ritardo nell’arrivo dei soccorsi. (eg)