Al Palazzo delle Esposizioni di Roma apre la mostra del World Press Photo, con la Foto dell’Anno assegnata a Carol Guzy per «Separati dall’Ice», parte di un ampio lavoro sui provvedimenti dell’Immigration and Customs Enforcement a New York e sulla separazione di un migrante ecuadoriano dalla sua famiglia.
La foto dell’anno e le dichiarazioni
La direttrice esecutiva del World Press Photo, Joumana El Zein Khoury, sottolinea il valore civile del reportage: «In una democrazia, la presenza della macchina fotografica in quel corridoio racconta una politica che ha trasformato i tribunali in luoghi di vite distrutte». Il presidente del Palaexpo Marco Delogu mette in rilievo l’impatto visivo e simbolico delle immagini: «Una pagina oscura della democrazia americana — commenta il presidente del Palaexpo Marco Delogu —. Quelle di quest’anno sono foto che escono tutte dal buio». La presidente di giuria Kira Pollack evidenzia il coraggio dei fotoreporter: «i fotografi partono, vanno negli angoli più silenziosi del mondo dove la Storia si sta scrivendo senza testimoni».
I finalisti e i temi in mostra
Tra i finalisti figurano «La prova delle donne Achi» di Victor J. Blue, potente racconto delle donne Maya in Guatemala, ed «Emergenza umanitaria a Gaza» di Saber Nuraldin, con la folla che tenta di recuperare farina durante una «sospensione tattica». In rassegna compaiono inoltre scenari di conflitto e crisi, dall’Ucraina a Rio de Janeiro, fino a episodi di violenza in Australia e alle emergenze climatiche nelle Filippine.
I numeri dell’edizione e l’unica italiana
L’edizione ha selezionato 42 fotografi e progetti tra 57.376 immagini del 2025, inviate da 3.747 fotografi di 141 Paesi. L’unica italiana premiata è Chantal Pinzi con «Farisat: Gunpowder’s Daughters», sulle giovani marocchine che sfidano una tradizione equestre maschile, tra galoppi e spari coreografici.