Flavio Cobolli si arresta ai quarti di finale di Wimbledon. Il tennista romano è stato battuto in tre set dal britannico Arthur Fery, wild card di 23 anni, con il punteggio di 6-4, 7-6, 6-0 in due ore e quindici minuti. Per il pubblico londinese è un exploit che proietta l’inglese in semifinale, dove sfiderà Alexander Zverev.
Il match e il calo del romano
Il giocatore cresciuto a Roma arrivava all’appuntamento da favorito dopo una vittoria molto convincente contro De Minaur. L’avvio è stato equilibrato, ma un doppio fallo nel game decisivo del primo set ha indirizzato la gara. Nel secondo parziale Cobolli ha strappato subito il servizio, salvo subire il contro-break che ha cambiato l’inerzia. Da quel momento Fery, sostenuto dalla spinta del pubblico di casa, ha gestito con lucidità il ritmo, risultando solido al servizio, rapido negli spostamenti ed efficace sia da fondo sia a rete. Il terzo set si è trasformato in un monologo inglese.
Per il tennis azzurro è un’altra uscita di rilievo dopo quella di Jasmine Paolini. Cobolli, reduce da mesi di crescita e da risultati di primo piano, ha pagato la pressione del palcoscenico più atteso sull’erba londinese.
Standard da top 10 e gestione delle aspettative
Il romano arrivava a Londra da numero 9 del mondo e da finalista del Roland Garros. Lo status impone continuità e capacità di convivere con aspettative più alte rispetto al passato. Il risultato ripete lo stop del 2025, quando si fermò ai quarti contro Djokovic, ma con una differenza sostanziale: questa volta partiva con il favore del pronostico.
Ranking e scenario immediato
In classifica ATP Cobolli resta numero 9 con 3460 punti. Alle sue spalle c’è Taylor Fritz, fermo a 3365 dopo la sconfitta ai quarti con Zverev. Intanto Fery si giocherà l’accesso alla finale contro il tedesco. Per i tifosi di Roma la sconfitta a Wimbledon è uno stop che non cancella i progressi degli ultimi mesi, ma che invita a ritrovare subito fiducia e continuità.