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West Nile, casi in aumento tra Roma e Latina: il nuovo bollettino

West Nile, casi in aumento tra Roma e Latina: il nuovo bollettino

immagine illustrativa (foto da Pexels)

Crescono, seppur lentamente, i casi di West Nile nel Lazio, con il territorio di Roma e la provincia di Latina che si confermano tra le aree più interessate. L’aggiornamento arriva dall’ultimo bollettino, datato 5 agosto, dell’Istituto per le malattie infettive Lazzaro Spallanzani e della Regione Lazio.

Il quadro nel Lazio

Rispetto alla rilevazione del 29 luglio, i contagi totali sono oggi 19, con un incremento di sei nuovi casi nell’ultima settimana. Due dei nuovi positivi sono stati accertati in provincia di Latina, gli altri nel territorio della provincia di Roma. Viene così confermato il trend di diffusione che coinvolge in misura maggiore l’area pontina e quella romana.

I territori più colpiti

Nel dettaglio, nel territorio pontino i contagi complessivi sono 10. A Roma se ne contano 4, ripartiti tra Asl Roma 3 (due casi, nei municipi X, XI, XII e nel Comune di Fiumicino) e Asl Roma 2 (due casi, nei municipi IV, V, VI, VII, VIII, IX). Nell’Area metropolitana risultano ulteriori positività: due nella Asl Roma 6 e una nella Roma 5. A Viterbo è stato confermato un solo caso, mentre un’ulteriore segnalazione è attualmente oggetto di indagine epidemiologica.

Il profilo clinico dei casi

Tra i 19 casi registrati, dieci presentano la forma neuro-invasiva, otto si sono manifestati con febbre, mentre un caso riguarda un donatore. La sorveglianza sanitaria resta attiva per monitorare l’andamento nelle aree più esposte, in linea con le procedure adottate a livello regionale.

Le indicazioni alle strutture sanitarie e ai Comuni

Nei giorni scorsi la Regione ha trasmesso indicazioni operative a Asl, ospedali, medici di base e servizi veterinari. Tra le misure, la richiesta ai Comuni di effettuare interventi mirati di prevenzione contro le zanzare vettori del virus. In particolare, è stato sottolineato di “richiamare i Comuni della Provincia a una corretta e ordinaria gestione del territorio attraverso regolari trattamenti antilarvali sia in ambiente urbano (tombini, caditoie, fontane, ecc.), che fascia di circa 2 chilometri intorno ai centri urbani (canali, fossati, canalette bordo strada, ecc.)”.