Da un sudamericano a un altro. La frase «C'è una Roma con Dybala e una senza» si è trasformata in «C'è una Roma con Wesley e una senza». Numeri e tendenze confermano un impatto che va oltre l’estetica: senza il brasiliano la squadra perde brillantezza, occasioni e punti. Secondo quanto raccolto da Il Messaggero, il rendimento con e senza il talento carioca mostra uno scarto netto, sintomo di centralità tecnica e mentale.
Il peso specifico nei risultati
Con Wesley in campo la media punti sale a 1,85 a partita, mentre senza di lui scende a 1,20. Anche gli expected goals virano al ribasso passando da 1,44 a 0,73, così come le grandi occasioni create che calano da 2,31 a 0,60. Non si parla di Messi o Cristiano Ronaldo, ma a 22 anni essere già titolare del Brasile è un segnale eloquente. In campionato il brasiliano è il terzo miglior marcatore della rosa con quattro reti, le stesse di Pellegrini, alle spalle di Malen (7) e Soulé (6). L’impatto con la Serie A è stato netto e l’assenza ha coinciso con tre delle undici sconfitte stagionali maturate contro Cagliari, Genoa e Inter.
Ruolo, assenza e prospettive di rientro
Spesso dimenticato un dettaglio tattico: Wesley sta giocando fuori ruolo praticamente dall’inizio dell’anno. Era stato individuato come rinforzo per la corsia destra, ma si è ritrovato a operare sul lato opposto, occupato da un fedelissimo del tecnico. L’infortunio in nazionale ha complicato i piani di Gasperini, che punta a riaverlo al più presto. Filtra ottimismo sul rientro, con una possibile convocazione già nella sfida con il Pisa, e prospettiva di una maglia da titolare nella gara del 18 con l’Atalanta. Non una diagnosi errata, ma un recupero rapido che il tecnico considera decisivo in vista della volata finale. L’obiettivo resta chiaro: riportare qualità, profondità e pericolosità a una squadra che con il brasiliano in campo cambia marcia.