Rendere visibile ciò che spesso resta nascosto: è l’obiettivo che ha guidato la nascita del vodcast Mille Storie, una serie realizzata da Merck Italia con il sostegno dell’Associazione Italiana Sclerosi Multipla e della Società Italiana di Neurologia. Il format raccoglie cinque brevi episodi da 15 minuti, girati in cinque diverse città italiane, costruiti come dialoghi intimi tra un paziente e un neurologo.
In ogni puntata, la persona con sclerosi multipla narra il proprio vissuto — timori, conquiste, prospettive — mentre il medico aggiunge una chiave di lettura clinica ed emotiva. Ne nasce un racconto corale che affronta aspetti quotidiani e universali: rapporti familiari, decisioni lavorative, percorso di studi, attività fisica e sogni per il futuro.
L’episodio finale: Roma ospita “Vivere con la sclerosi multipla”
Il percorso di Mille Storie si conclude nella Capitale con l’episodio “Vivere con la sclerosi multipla”, che vede protagonisti Salvatore Lico e la professoressa Gerola Marfia, docente di Neurologia all’Università di Roma Tor Vergata.
Nell’incontro emergono il valore della ricerca scientifica e l’importanza di un accompagnamento umano che affianchi la terapia farmacologica.
La professoressa Marfia sottolinea: "Mille Storie ci ricorda che la sclerosi multipla non è mai solo una diagnosi, ma l’inizio di un percorso che può essere condiviso e accompagnato – spiega la professoressa Marfia -. Oggi, grazie ai progressi della medicina, la sclerosi multipla non definisce la vita delle persone ma ne diventa una parte. Nella sclerosi multipla però la cura comincia molto prima dei farmaci, e passa dalle parole che aiutano a dare un significato alla paura, a costruire consapevolezza, a ritrovare progettualità. 'Mille Storie' ha il grande merito di dare voce a questa dimensione, mostrando che non esiste una storia uguale all’altra, ma che ognuna è degna di essere ascoltata e accolta".
Un viaggio che lascia un’eredità di ascolto e consapevolezza
Con la tappa romana, il vodcast chiude un percorso che ha intrecciato testimonianze e competenze, mettendo al centro le persone e la loro quotidiana capacità di ricostruirsi. Mille Storie non si limita a raccontare una malattia: restituisce dignità alle esperienze individuali e invita a riconoscere la diversità dei percorsi come una ricchezza.