Arriva a Roma il tour teatrale di Vincenzo Schettini, docente e divulgatore seguito da 3,4 milioni di follower su Instagram. Al Teatro Brancaccio, il 17 e 18 marzo, andrà in scena «La Fisica che ci piace – L’ultima lezione», appuntamento che chiude un percorso di quasi cento tappe e che anticipa un nuovo progetto artistico.
Date e luogo
Le esibizioni sono fissate per lunedì 17 e martedì 18 marzo al Teatro Brancaccio, nel cuore di Roma. L’iniziativa porta in città un format ormai consolidato, capace di unire racconto, didattica e spettacolo, con l’obiettivo di rendere la scienza accessibile a pubblici di età diverse. Fisico, musicista e professore pugliese, Schettini ha trasformato il progetto La Fisica Che Ci Piace in un fenomeno mediatico, lavorando su un linguaggio immediato e su contenuti pensati per studenti e curiosi. Dal successo online è passato alla tv, fino alla guida del programma Rai “La fisica dell’amore”, e a una presenza sul palco del Festival di Sanremo.
Le parole di Schettini
«È il terzo anno che porto in scena la mia lezione-show, e dopo quasi 100 tappe e circa 100 mila spettatori ho voglia di concludere questo percorso e dedicarmi alla costruzione di uno spettacolo nuovo, con altre idee. Questo titolo da un lato è una sorta di ultima chiamata per chi non lo ha visto, invece per chi lo conosce è l’annuncio di qualcosa che è in cantiere».
«Ancora non c’è nulla di definitivo ma posso già dire che sarà uno spettacolo molto diverso, perché io stesso mi sento diverso rispetto a 10 anni fa, quando il progetto ha mosso i primi passi. Questo è uno show molto suggestivo, teatrale sotto tanti punti di vista, ma è anche molto didattico: c’è tanta fisica. Perché rispecchia la miccia che ha innescato tutto, ovvero l’esigenza di entrare nel mondo dei ragazzi sempre più “connessi”, e di sperimentare nuovi metodi di insegnamento».
«Quella dal vivo, nel 2007, quando entrai in classe con il registro in mano. Era un sogno che si realizzava. Ma ricordo il brivido di vedere quei pochi follower connessi alla mia prima lezione sull’energia caricata nel 2017 sul web. Avevo capito che gli studenti facevano un uso bulimico di video e mi sono detto “Devi produrre qualcosa che li stacchi da videogiochi e clip inutili. Da lì è nata l’idea di incrociare social e studio, di lanciare una rivoluzione».
Critiche, Sanremo e sicurezza digitale
Nel dibattito sui social e sull’uso dei like, l’insegnante chiarisce la propria posizione: «Mi chiedo come mai nessuno studente o genitore si sia lamentato di persona, quando ero sconosciuto. Ora sento dichiarazioni anonime di ex studenti a cui chiedevo di mettere like e seguire le mie lezioni anche online... ammettiamo che sia vero: io avevo al massimo 50 studenti, quindi stiamo parlando di 50 like. Non credo bastino a decretare il successo social».
Sull’intervento a Sanremo, replica così: «Ho messo in guardia dai pericoli che corrono sul cellulare, nonostante sia un mezzo del mio successo. Non è ipocrisia, è onestà. Con un clic sugli smartphone i ragazzi accedono a psicofarmaci, alcol, droghe. I genitori devono saperlo. Sul web ho trovato il successo ma non per questo devo santificarlo».
La sorpresa per Roma
Per il pubblico capitolino è in arrivo un omaggio al gusto romano: «Spiego la “fisica della cacio e pepe”, piatto che amo. La scienza aiuta a cucinarla al meglio senza essere chef». Guardando oltre il Brancaccio, il professore aggiunge: «Tante cose in cantiere. Ma sento il desiderio di rallentare il ritmo, pensare a me e ringraziare tutti quelli che mi hanno sempre sostenuto».