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Villa Pamphili: Francis Kaufmann estradato in Italia venerdì

Villa Pamphili: Francis Kaufmann estradato in Italia venerdì

L'area di Villa Pamphili dove è stato trovato il corpo della bimba

Francis Kaufmann è atteso in Italia dopo l’autorizzazione all’estradizione dalla Grecia. L’uomo, principale sospettato per il duplice omicidio avvenuto a Villa Pamphili a Roma, ha assunto molteplici identità fittizie durante il suo soggiorno europeo, presentandosi persino come aspirante tenore presso il Teatro dell’Opera. Accusato dell’assassinio della compagna Anastasia Trofimova e della presunta figlia Andromeda, Kaufmann sarà trasferito nel reparto psichiatrico di Rebibbia, dove affronterà l’interrogatorio di garanzia. Le autorità italiane puntano ora a verificare i dati genetici, analizzare i dispositivi sequestrati e colmare i vuoti investigativi ancora presenti nel caso.

Francis Kaufmann, identità inventate e contatti con il Teatro dell’Opera

Durante la sua permanenza a Roma, Francis Kaufmann ha adottato numerose identità fasulle, presentandosi come regista, chef e perfino cantante lirico. In particolare, si è recato presso il Teatro dell’Opera della capitale, tentando di ottenere un’audizione. La sua insistenza ha spinto un addetto a fornirgli un contatto email per presentare formalmente la candidatura.

L’uomo avrebbe approfittato della somiglianza del proprio nome con quello del celebre tenore Jonas Kaufmann per rendere più credibile la richiesta, anche se non è certo quale pseudonimo abbia realmente utilizzato. La comunicazione inviata al teatro è ora agli atti della procura, coordinata dai magistrati Giuseppe Cascini e Antonio Verdi.

Rientro in Italia e collocazione nel reparto psichiatrico

Il trasferimento di Kaufmann da un istituto penitenziario greco a Roma è previsto per venerdì. Atterrerà all’aeroporto di Ciampino e verrà immediatamente condotto nel carcere di Rebibbia, dove verrà sistemato in una sezione riservata a detenuti con disturbi psichiatrici.

La scelta di evitare l’ingresso a Regina Coeli, struttura normalmente destinata agli arrestati in attesa di processo, deriva da comportamenti aggressivi registrati in Grecia. Durante la detenzione a Larissa, Kaufmann ha manifestato episodi di violenza, danneggiando arredi e mostrando segni di forte instabilità. In udienza ha inoltre dichiarato di essere stato arrestato da “mafiosi”, alimentando dubbi sulla sua lucidità o su una strategia difensiva volta a ottenere l’infermità mentale.

Relazione con Anastasia Trofimova e controlli investigativi

Le indagini si stanno concentrando sul rapporto tra Kaufmann e Anastasia Trofimova, 28enne originaria di Omsk, conosciuta dall’uomo a Malta due anni fa. Dopo un primo incontro, la giovane aveva lasciato il proprio lavoro a Mosca per trasferirsi sull’isola, dove ha cominciato una convivenza con lui.

Secondo i familiari della vittima, Anastasia aveva perso progressivamente l’autonomia: utilizzava solo il telefono dell’uomo per comunicare, mentre la propria SIM risultava disattivata. Anche i documenti sarebbero scomparsi, secondo una versione poco credibile fornita dalla donna, che parlava di un presunto smarrimento in mare durante l’arrivo in Italia. Gli inquirenti ritengono che questo isolamento fosse funzionale a un controllo totale da parte di Kaufmann.

Accertamenti giudiziari e limiti nelle indagini bancarie

Con l’arrivo di Kaufmann sul territorio italiano sarà possibile procedere a nuovi esami forensi. In primo luogo, i consulenti della procura confronteranno il suo DNA con quello della bambina trovata senza vita a Villa Pamphili. Saranno inoltre sottoposti ad analisi approfondita i dispositivi elettronici in suo possesso.

L’obiettivo è recuperare informazioni sulle comunicazioni, gli spostamenti e eventuali contatti con altri soggetti. Sul fronte finanziario, le autorità statunitensi non hanno concesso l’accesso ai conti bancari dell’uomo, limitando così una possibile pista legata ai movimenti di denaro. Tuttavia, tale ostacolo appare ormai secondario rispetto ai riscontri genetici e digitali ritenuti prioritari dall’accusa.