La Corte d’Assise di Roma ha disposto il trasferimento di Francis Kaufmann, 46enne californiano accusato del duplice omicidio di Villa Pamphili, in una struttura di igiene mentale del Servizio Psichiatrico Ospedaliero di Diagnosi e Cura nel Lazio. L’imputato sarà piantonato 24 ore su 24 per almeno 30 giorni, al termine dei quali verrà rivalutata la sua capacità di partecipare al processo. Il procedimento è stato sospeso.
La decisione della Corte d’Assise di Roma
Presieduta dalla giudice Paola Roja, la Corte ha accolto le conclusioni della perizia sulle condizioni psichiche dell’uomo. Nell’ordinanza si legge: «Accolta la diagnosi di "disturbo psicotico acuto e transitorio" e la sua incidenza, giudicata reversibile, sulla capacità di stare a processo - si legge nell'ordinanza - le necessità di cura e trattamento segnalate dai periti e condivise dalla Corte, si ritiene possano essere adeguatamente soddisfatte, fermo il mantenimento dell'attuale regime custodiale, mediante il trasferimento di Rexal Ford (alias Francis Kaufmann, ndr) in luogo esterno di cura». Dopo «tale percorso, auspicabilmente risolte le esigenze di trattamento e cura, anche, in ipotesi, in tempi più rapidi rispetto a quelli ipotizzati dai periti, verrà ripristinata, in luogo del ricovero, la custodia cautelare in carcere. I sanitari riferiranno quindi alla Corte sull'andamento del percorso e i periti designati saranno nuovamente incaricati di valutare la capacità di partecipare al processo dell'imputato».
Ricovero nello Spdc e piantonamento continuo
La Corte dispone «il suo ricovero provvisorio — si legge nel provvedimento — in idonea struttura del Servizio Psichiatrico Ospedaliero di Diagnosi e Cura, della Asl Roma 1 o, in subordine, in caso di prolungata indisponibilità di posti, in analoga struttura di un’altra Asl presente sul territorio della Regione Lazio, assicurando in ogni caso il superamento di barriera linguistica che possa essere di per sé ostativa alla creazione di una alleanza terapeutica; al fine di prevenire il pericolo di fuga e contenere possibili comportamenti auto o etero aggressivi dell’imputato, deve essere disposto altresì il suo piantonamento continuo a cura dell’autorità di Polizia penitenziaria».
Diagnosi, cure e nuova valutazione
La perizia parla di «disturbo psicotico acuto e transitorio», definito reversibile e trattabile in un mese di terapia farmacologica. La Corte aggiunge: «Va sottolineato — scrive ancora la corte — che i sanitari del Servizio Psichiatrico Ospedaliero, nell’ambito delle proprie competenze e data la segnalata modificabilità del quadro clinico, potranno nuovamente osservare e valutare il paziente, individuare le sue attuali esigenze d i trattamento e adottare - laddove reputato necessario anche con modalità coattive - le terapie farmacologiche che riterranno più appropriate per superare il disturbo patologico riscontrato».
Processo sospeso e prossimi passi
Il procedimento penale resta fermo: «Non sussistendo, allo stato degli atti e sulla base delle risultanze dibattimentali sino ad ora acquisite, i presupposti per la pronuncia di una sentenza di proscioglimento, deve essere, nel frattempo, disposta la sospensione del processo». «All’esito d i tale percorso, auspicabilmente risolte le esigenze di trattamento e cura, anche, in ipotesi, in tempi più rapidi rispetto a quelli ipotizzati dai periti, verrà ripristinata, in luogo del ricovero, la custodia cautelare in carcere». «I sanitari riferiranno quindi alla Corte sull’andamento del percorso e i periti designati saranno nuovamente incaricati d i valutare la capacità di partecipare al processo dell’imputato». Per garantire la tutela processuale, a Kaufmann è stato affiancato un curatore speciale, il presidente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Roma, Alessandro Graziani.