La tutela di Villa Borghese si fonda su una doppia cornice: la concessione demaniale, che garantisce la fruizione «perpetua» del parco, e una delibera di Roma Capitale che istituisce specifiche «zone di quiete». Due strumenti complementari che puntano a preservare il patrimonio ambientale e l’accesso libero, ponendo limiti alle attività che possono alterare l’equilibrio del luogo.
Le regole per l’accesso e gli eventi
La concessione demaniale vieta manifestazioni a pagamento, come fiere e concerti, che precludono a una parte dei cittadini la fruizione «perpetua» dell’area. Allo stesso tempo, Villa Borghese rientra tra le aree designate come «area del silenzio», una classificazione che privilegia la quiete per consentire, tra l’altro, l’ascolto del linguaggio della natura. In questo quadro, le autorizzazioni concesse a soggetti privati per iniziative dal forte impatto sonoro risultano in evidente frizione con l’impianto di protezione previsto per il parco.
Il piano contro l’inquinamento acustico
La Giunta capitolina ha approvato la delibera presentata dall’assessora all’Ambiente Sabrina Alfonsi, con cui Roma Capitale ha adottato il «Piano d’azione» per il contrasto all’inquinamento acustico e la riduzione della popolazione esposta. Il provvedimento, in linea con la direttiva europea 49/2002 recepita dal decreto legislativo 194/05, si basa su una mappatura acustica strategica estesa a tutti i municipi e istituisce 14 zone del silenzio.
Le aree coinvolte a Roma
Tra i siti individuati figurano, oltre a Villa Borghese, il Parco della Caffarella, l’Appia Antica, gli Acquedotti, il Parco di Centocelle, Villa Torlonia, Villa Ada, Villa Doria Pamphili lato est e lato ovest, il Cimitero del Verano, il Parco di Monte Mario, il Parco della Cellulosa e la Riserva del litorale. L’obiettivo è armonizzare tutela ambientale, accessibilità pubblica e pianificazione urbana, con il coinvolgimento di mobilità, lavori pubblici, infrastrutture e urbanistica.