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Villa Borghese in mano ai privati, scoppia il caso e arriva la diffida al Campidoglio: "Dov'è la tutela del patrimonio?" - VIDEO

Villa Borghese in mano ai privati, scoppia il caso e arriva la diffida al Campidoglio: "Dov'è la tutela del patrimonio?" - VIDEO

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Villa Borghese in mano ai privati, scoppia il caso e arriva la diffida al Campidoglio: "Dov'è la tutela del patrimonio?"

Ospite in collegamento: Isabella Maria Stoppani, avvocato

Uno dei luoghi più suggestivi di Roma, Villa Borghese, finisce al centro di un vero e proprio caso mediatico e politico. Tutto nasce dal calendario degli eventi che si protrarranno fino a gennaio inoltrato: prima una fiera enogastronomica, poi i concerti di Claudio Baglioni, fino ad arrivare al Christmas World. Un calendario ricchissimo di eventi che, secondo il Campidoglio, sarebbero necessari per la manutenzione "costosissima" del polmone verde di Roma. Ma le associazioni non ci stanno.

Ad aprire una vera e propria battaglia a suon di carte bollate è l'associazione "Amici di Villa Borghese" che punta l'attenzione in primis sulla fruibilità del parco (compressa per ben cinque mesi) e poi sulla questione rumore. E così, lo scorso 19 agosto è stato inviato un atto al sindaco Roberto Gualtieri, al governatore Francesco Rocca e al ministro della Cultura Alessandro Giuli, con cui si chiede formalmente lo stop alle iniziative a pagamento previste nell’area verde. Una diffida formale che mette in discussione il calendario di appuntamenti e rilancia il tema dei vincoli storici sul parco più frequentato di Roma.

La diffida e i destinatari

Nella lettera, firmata dall’avvocato Isabella Maria Stoppani e cofirmata dalla presidente Alix Hackney Van Buren, l’associazione chiede al Campidoglio "di provvedere in modo da impedire l’attuazione delle diverse manifestazioni, anche mediante revoca in autotutela dei relativi illegittimi provvedimenti". Il presupposto è chiarissimo: "Il parco non può essere location a pagamento, limitando la fruizione ai cittadini".

Secondo i promotori, i limiti derivano dalla concessione originaria tra fine Ottocento e inizio Novecento, quando lo Stato cedette Villa Borghese al Comune con l’obbligo di mantenerne il carattere di parco pubblico. La diffida richiama espressamente la sentenza della Corte di Cassazione del 9 marzo 1887, il Regio decreto del 17 luglio 1903 e il decreto legge del 7 aprile 1994, che qualificano la Villa «ad uso pubblico improduttivo della cittadinanza romana e nazionale». Il mancato rispetto dei vincoli, avverte l’associazione, potrebbe comportare l’obbligo di restituzione dell’area al Demanio.

La posizione del Campidoglio

Dal Comune filtra prudenza. "Ci sono tavoli istituzionali preposti per le singole richieste e per seguire il relativo iter autorizzativo - fa sapere il Campidoglio -. In ogni caso, le osservazioni sollevate saranno analizzate con la massima attenzione da parte dell’amministrazione". La vicenda resta aperta e con potenziali ricadute su eventi molto attesi dal pubblico romano.