Terzo e ultimo giorno del viaggio del ricordo, promosso da Roma Capitale e Città metropolitana di Roma Capitale con un gruppo di circa 100 studenti e studentesse provenienti da 15 scuole di Roma e provincia. Nella giornata del 15 aprile il programma ha previsto due tappe simbolo della storia del Novecento a Trieste, tra approfondimenti storici e momenti di raccoglimento.
Il percorso al Narodni Dom
In mattinata la delegazione ha visitato il Narodni Dom, edificio nato alla fine dell’Ottocento come luogo di aggregazione per la comunità slava di Trieste. Lo storico Stefano Ciok ha ricostruito le vicende che lo hanno segnato: l’incendio appiccato dai fascisti il 13 luglio 1920, considerato tra i primi grandi atti squadristi, rappresenta un passaggio cruciale per comprendere ciò che seguì, dalla reazione identitaria all’intolleranza verso gli italiani, fino alle foibe e all’esodo.
La memoria alla Risiera di San Sabba
Nel pomeriggio il gruppo ha raggiunto la Risiera di San Sabba, il campo di concentramento nazista in Italia attraverso cui transitarono oltre 40 mila persone tra oppositori politici, ebrei, donne e bambini. In questo luogo si sperimentarono le prime forme di uccisione collettiva ed esso fu utilizzato anche come punto di transito verso i campi di sterminio. La visita ha offerto agli studenti una testimonianza diretta della brutalità dei meccanismi di persecuzione nazista.
L’omaggio istituzionale e il ricordo di Sergio De Simone
Presso il Monumento all’interno del complesso è stata deposta una corona d’alloro dal consigliere di Città metropolitana di Roma Capitale Daniele Parrucci, delegato a edilizia scolastica e formazione, insieme all’assessore alla Cultura di Roma Capitale Massimiliano Smeriglio e all’assessore alle Politiche dell’Educazione e della Famiglia del comune di Trieste Maurizio De Blasio. L’omaggio è stato reso anche vicino alla targa del piccolo Sergio De Simone, imprigionato qui con la famiglia prima della deportazione ad Auschwitz, dove, vittima degli esperimenti di Mengele, fu l’unico della famiglia a non fare ritorno.