Vespa orientalis: “Serve impegno comune". In Campidoglio l'appuntamento per conoscere le conseguenze della diffusione del calabrone, nemico delle api. Una diffusione, quella della Vespa orientalis nel territorio romano, che sembra incontrollabile. A pagarne le conseguenze sono le prede di questo imenottero: le api.
Vespa orientalis: l'impegno del Campidoglio
“Come amministrazione ci troviamo ad affrontare due tipi di sfide: da un lato una specie che si sta diffondendo nella città e dall’altro la tutela delle api, in quanto tutela della biodiversità – ha detto l’assessora all’ambiente Sabrina Alfonsi – Si stima che in trent’anni le api sono diminuite del 75%: a fronte di questa emergenza sistemica è necessario uno sforzo da parte della collettività e delle istituzioni”.
“La Vespa orientalis è un insetto predatore registrato come uno dei più distruttivi parassiti delle colonie di api” ha ribadito Flavio Pezzoli, presidente dell’Odaf di Roma e provincia. Ordine degli agronomi e forestali che ha patrocinato anche l’incontro tenutosi in campidoglio. La vespa orientalis, “originaria dell'Asia sud-occidentale, ha ormai colonizzato anche i territori del Mediterraneo sud-orientale e dell’Africa nord-orientale, a causa di un’espansione che è stata facilitata dal riscaldamento globale e dal movimento globalizzato di persone e merci – ha dichiarato Pezzoli - In questo modo è arrivata anche in Italia, dove sta anche estendendo notevolmente il suo areale, e dove coesiste insieme ad altre due specie diverse di calabroni: il comune calabrone europeo (Vespa crabro), e il calabrone asiatico (Vespa velutina)”.
C’è poi una terza minaccia, che è la Vespa soror, un calabrone gigante asiatico “particolarmente aggressivo” ha detto il presidente dell’Odaf. Questo insetto, per la prima volta, è stato avvistato in Spagna ed è al momento relegato alla sola penisola iberica. Cosa fare per fronteggiare questi insetti?
Per la Vespa orientalis, “il maggior impatto della predazione sugli alveari si verifica di solito da luglio a novembre, in coincidenza con la crescita esponenziale della domanda di proteine da parte delle sue larve”ha spiegato Flavio Pezzoli.
“L’ Obiettivo – ha commentato Giammarco Palmieri, presidente della commissione ambiente del Comune - è quello di riunire l’amministrazione, i professionisti e il mondo della ricerca, creando una sinergia per una corretta prevenzione e gestione del problema”. La strada scelta dal comune è quella di “diffondere la tecnica dello sfalcio differenziato, che ci consente di favorire la biodiversità” ha spiegato Alfonsi. Il Campidoglio si è inoltre impegnato affinché nei bandi di assegnazione delle terre pubbliche venisse inserito come requisito la “produzione biologica”.