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Vespa days a Roma: in 25mila colorano il centro tra parata e mostra al Foro Italico

Vespa days a Roma: in 25mila colorano il centro tra parata e mostra al Foro Italico

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Roma ha celebrato gli 80 anni di Vespa con una parata che ha portato 25 mila appassionati nel cuore della città, tra Circo Massimo, Caracalla e Colosseo. «Il nostro cuore va a due tempi» ha fatto da filo conduttore a una festa diffusa, conclusa oggi al Foro Italico con la tradizionale gara di eleganza e gli appuntamenti del Vespa Village.

La parata nel cuore di Roma

Un serpentone di mezzi storici e moderni ha attraversato il centro, con oltre 160 modelli in rassegna: dalla prima 98 del 1946 alle Vespa d’epoca con «faro basso», fino alle classiche VBB degli anni Sessanta. Non sono mancati i modelli ET3, GTR, le tante Rally, l’iconica Vespa PX e le attuali Primavera e Gts. Lungo il percorso, cittadini e turisti hanno applaudito i vespisti arrivati da tutto il mondo.

Tra entusiasmo e disagi alla viabilità

La grande affluenza ha generato rallentamenti, con lamentele degli automobilisti bloccati su via Cristoforo Colombo. Le proteste, esplose a metà mattina con numerose chiamate al Comune, alla Polizia Locale e alle associazioni dei consumatori, si sono attenuate intorno alle 13, quando la circolazione è tornata progressivamente alla normalità.

Le storie dei vespisti

Il mosaico internazionale di questa edizione ha unito generazioni e Paesi. Karolina Pukacz, 42enne del Vespa Club Radomsko, racconta: «Mi sono sentita catapultata dentro un film della Dolce Vita». La giovane Laura Friddi Di Leo, 24 anni di Sant’Agata di Militello, aggiunge: «A un certo punto mi ero persa tra le vie della città ma non mi hanno lasciata indietro. Facendo la strada insieme si creano legami che durano tutta la vita». Da Bogotá, Jhon González ha dato vita al movimento «Il mio cuore batte a due tempi», nato «per promuovere la Vespa come strumento di libertà, amicizia e coesione sociale». Dall’Inghilterra, Giulio Pastorelli ricorda la storia di famiglia: «Mio padre Armando, un meccanico della leggendaria fabbrica Innocenti di Milano negli anni ‘50, è emigrato in Inghilterra proprio grazie alla Vespa e ha regalato un futuro a tutta la nostra famiglia in un momento in cui in Italia non c’era lavoro».

Foro Italico, gara di eleganza e mostra allo Stadio dei Marmi

Nella giornata conclusiva spazio alla «gara di eleganza», con i proprietari vestiti secondo l’epoca dei propri mezzi. «Un concorso interessante dal punto di vista culturale — spiega Mario Intilisano, 56 anni, presidente del Vespa Club Taormina — perché ognuno dovrà curare ogni minimo dettaglio: dal vestito al portamento, passando per tutti i particolari dell’epoca, come la spilla, le scarpe, gli occhiali e l’orologio a cipolla». Tra i ricordi, Francesco Lucà, 52 anni, racconta gli acquisti speciali: «Sono ricordi che aggiungerò alla mia collezione di insegne pubblicitarie, clacson esterni, luci di posizione, specchietti e tutto ciò che abbelliva i vari modelli». Presenti anche Gino Frisinghelli e Roberto Leardi, protagonisti dell’Eurovespa 1960, evento inserito nelle Olimpiadi di Roma. Allo Stadio dei Marmi spicca la mostra fotografica «80 Years of an Icon - The Exhibition», curata da Giacomo Bretze, con un percorso che ripercorre Vespa come mezzo di libertà e icona di costume, affiancata da una selezione di Vespa storiche e rarissime del Museo Piaggio.