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Vertice Onu sull’Amerigo Vespucci a New York per la tutela del patrimonio culturale

Vertice Onu sull’Amerigo Vespucci a New York per la tutela del patrimonio culturale

amerigo vespucci

Una cornice simbolo del mare italiano per un confronto globale. A bordo della Amerigo Vespucci, ormeggiata all’Hudson River Park – Pier 86 di New York, si è svolto l’evento collaterale del United Nations Chiefs of Police Summit – UNCOPS V 2026 dedicato al tema «Cultural Heritage Protection in Peace Operations: Security Challenges and Criminal Threats». L’iniziativa, promossa dall’Arma dei Carabinieri, ha visto la partecipazione del comandante generale Salvatore Luongo, del capo di Stato maggiore della Marina, ammiraglio Giuseppe Berutti Bergotto, e dell’ambasciatore Giorgio Marrapodi, in concerto con Interpol e Unesco, nell’ambito del vertice dei capi di polizia delle Nazioni Unite.

Un tema strategico per sicurezza e pace

Il confronto ha posto al centro la protezione del patrimonio culturale nelle crisi e nei conflitti armati, «evidenziando il nesso tra sicurezza internazionale, minacce criminali, traffici illeciti e tutela dell’identità storica e culturale dei popoli. Nel corso dell’evento è stata richiamata l’importanza della Risoluzione 2347 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, adottata il 24 marzo 2017, che ha riconosciuto la protezione del patrimonio culturale quale elemento rilevante per il mantenimento della pace e della sicurezza internazionale».

Quadro giuridico e operazioni di pace

Una parte rilevante dei lavori è stata dedicata al ruolo delle missioni Onu nella prevenzione della distruzione, del saccheggio, degli scavi illeciti e del traffico dei beni culturali. Come sottolineato nel dibattito, «è stata dedicata al ruolo delle operazioni di pace delle Nazioni Unite nella prevenzione della distruzione, del saccheggio, degli scavi illeciti e del traffico di beni culturali nei teatri di crisi. Il dibattito ha inoltre approfondito il quadro giuridico internazionale di riferimento, con specifico riguardo alla Convenzione dell’Aia del 1954 per la protezione dei beni culturali in caso di conflitto armato e ai relativi protocolli, nonché alla Convenzione del 1970 concernente il divieto e la prevenzione dell’importazione, esportazione e trasferimento illeciti di proprietà dei beni culturali».

L’esperienza italiana e gli strumenti

Ampio spazio è stato riservato all’esperienza italiana, riconosciuta a livello internazionale grazie al Comando per la Tutela del Patrimonio Culturale, istituito nel 1969, e alla Task Force «Caschi Blu della Cultura», impegnata nella salvaguardia in emergenze e conflitti. In tale quadro, «È stata altresì evidenziata la rilevanza della banca dati italiana dei beni culturali illecitamente sottratti, tra le più ampie al mondo nel settore inserire i numeri dei file contenuti (1.117.000 immagini di opere d’arte oggetto di furto o rapina)».

Cooperazione internazionale e sinergie Onu

Il ruolo della cooperazione di polizia è stato valorizzato con particolare riferimento agli strumenti Interpol e all’app ID-Art, essenziali per identificazione e recupero. «L’evento ha inoltre sottolineato l’importanza della cooperazione internazionale di polizia nella prevenzione e nel contrasto ai reati contro il patrimonio culturale. In tale ambito è stato valorizzato il contributo di Interpol, con particolare riferimento alla banca dati internazionale delle opere d’arte rubate e all’applicazione ID-Art, strumenti essenziali per favorire l’identificazione, la tracciabilità e il recupero dei beni culturali sottratti illecitamente».

Sono state inoltre evidenziate le sinergie tra le diverse articolazioni dell’Onu, tra cui Unesco, Unoct, Unodc e Unicri, «con l’obiettivo di rafforzare le capacità degli Stati, promuovere buone pratiche, migliorare la protezione dei siti culturali e contrastare le reti criminali transnazionali coinvolte nel traffico di beni culturali. La chiusura dei lavori è stata affidata all’Under Secretary General per le Operazioni di Pace, Jean-Pier Lacroix, che ha evidenziato i numerosi outputs emersi dai qualificati interventi degli autorevoli relatori.L’incontro ha confermato come la protezione del patrimonio culturale non rappresenti soltanto un’esigenza di conservazione storica e artistica, ma costituisca un fattore di stabilizzazione, riconciliazione e costruzione di una pace duratura nei contesti interessati da crisi e conflitti».