Non solo vela, uscite in barca e arte marinaresca. “Un Pirata per Amico” è un progetto che usa il mare come strumento di inclusione, crescita personale e socializzazione, offrendo a ragazzi e giovani adulti un'esperienza capace di andare ben oltre lo sport. L'iniziativa nasce dalla collaborazione tra Comune di Fiumicino, ASL Roma 3 e Lega Navale Italiana – Sezione di Fiumicino e accompagnerà i partecipanti per i prossimi tre anni.
“Un Pirata per Amico”: a Fiumicino il mare diventa uno strumento di inclusione per i ragazzi della ASL Roma 3
Il progetto è rivolto agli adolescenti tra i 15 e i 18 anni seguiti dall'Unità Operativa di Neuropsichiatria dell'Infanzia e dell'Adolescenza della ASL Roma 3, ai giovani adulti del Centro di Salute Mentale di Fiumicino e, più in generale, ai ragazzi del territorio, anche se non sono in carico ai servizi sanitari. Un modo per creare occasioni di incontro e partecipazione attraverso attività in mare e a terra, trasformando la barca in un luogo di apprendimento e condivisione.
«L'obiettivo del progetto è chiaro: avvicinare al mare e alla vela i giovani, compresi gli utenti dei servizi sanitari e della Neuropsichiatria infantile, attraverso uscite in barca, manovre di bordo e lezioni di arte marinaresca. Attività che insegnano cooperazione, disciplina, rispetto reciproco e offrono un'occasione di crescita e riscatto attraverso lo sport», spiega Mauro Sala, assistente sociale della ASL Roma 3.
Il mare come spazio di libertà e crescita
Per i ragazzi coinvolti, il mare rappresenta un contesto completamente diverso da quello quotidiano. Lontani dagli ambienti sanitari e dalle etichette legate alla propria condizione, i partecipanti imparano a governare una barca, seguire le indicazioni dell'equipaggio e affrontare piccole sfide concrete. «Il mare offre uno spazio diverso da quello abituale, nel quale il ragazzo può cimentarsi in una situazione nuova. Ogni obiettivo conquistato rafforza il senso di autoefficacia, cioè la percezione di essere capaci di fare, imparare e affrontare situazioni nuove», aggiunge Sala.
La forza del gruppo e delle emozioni condivise
Accanto all'apprendimento tecnico, il progetto punta soprattutto sulla dimensione relazionale. Il contatto con il mare, il vento e il movimento dell'imbarcazione stimola curiosità, attenzione ed entusiasmo. Ma è la condivisione dell'esperienza a diventare l'elemento più importante. «Stare a contatto con il mare facilita emozioni positive come entusiasmo, sorpresa e soddisfazione. Sono risorse preziose per affrontare paure e incertezze», sottolinea Emanuela Blandamura, psicologa del Centro di Salute Mentale di Fiumicino.
Sulla barca ogni partecipante ha un ruolo preciso e diventa parte di un equipaggio. «È un luogo dove tutti sono protagonisti, condividono spazi e responsabilità, imparano ad ascoltare e a collaborare. Per chi vive difficoltà nelle relazioni sociali, sentirsi parte di un gruppo assume un significato davvero importante», conclude la psicologa.
Un progetto che continuerà per tre anni
Visto il riscontro positivo delle prime attività, “Un Pirata per Amico” proseguirà per l'intero triennio previsto dal protocollo. Alle uscite in mare si alterneranno incontri e laboratori nei nuovi spazi della Lega Navale di Fiumicino, in Piazza del Mediterraneo, per mantenere un percorso continuativo durante tutto l'anno.
“I risultati conseguiti dal progetto confermano che il protocollo che abbiamo voluto sottoscrivere è stata una buona intuizione solcando una rotta capace di passare per cura, inclusione e territorio. Non è stato solo accompagnare i ragazzi in barca, ma l’aver potuto offrire loro occasioni e momenti per scoprire capacità, costruire relazioni e vivere un’esperienza nella quale sentirsi protagonisti. Sapere di essere una parte importante di un equipaggio e più genericamente di un gruppo capace di fare, di imparare offrendo tanto di se stesso agli altri”, commenta Laura Figorilli, Direttore Generale della ASL Roma 3.