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Un pianoforte storico diventa patrimonio della città: nasce il primo strumento pubblico nel centro di Roma

Un pianoforte storico diventa patrimonio della città: nasce il primo strumento pubblico nel centro di Roma

pianoforte.free.pixabay

Un luogo istituzionale che si apre alla musica e alla partecipazione: nel cuore di Roma, il Municipio I accoglie il suo primo pianoforte pubblico, trasformando uno spazio amministrativo in un punto di incontro culturale accessibile a tutti.

Lo strumento, un prestigioso pianoforte a coda C. Bechstein costruito a Berlino nel 1895, è stato oggetto di un accurato restauro conservativo che ne ha mantenuto intatte le caratteristiche originarie, restituendogli piena funzionalità sia dal punto di vista acustico che meccanico. Il pianoforte è stato concesso gratuitamente da un cittadino romano, con l’intento di valorizzarlo attraverso un utilizzo condiviso.

Collocato nell’atrio di Lungotevere Pierleoni 1, sarà disponibile per pianisti, studenti e appassionati secondo modalità regolamentate. L’accesso sarà organizzato su prenotazione, con due fasce orarie settimanali ogni martedì pomeriggio, per consentire un utilizzo ordinato e inclusivo dello strumento.

L’iniziativa rappresenta un tassello importante nel percorso di valorizzazione culturale del territorio, volto a rendere gli spazi pubblici sempre più vivi e partecipati. A sottolinearne il valore è l’assessore alla Cultura del Municipio I, Giulia Silvia Ghia: “Questo pianoforte - spiega l’assessore alla Cultura del Municipio I, Giulia Silvia Ghia - rappresenta molto più di uno strumento musicale. È un gesto concreto di apertura degli spazi pubblici alla cultura. Portare la musica nei luoghi istituzionali significa restituire alla città occasioni di incontro, bellezza e partecipazione, mettendo al centro il talento e la creatività delle persone”.

Sulla stessa linea anche la presidente del Municipio I, Lorenza Bonaccorsi: “Con questo progetto trasformiamo uno spazio istituzionale in un luogo vivo e accessibile, dove la musica diventa patrimonio condiviso. È un segnale importante di come la cultura possa essere quotidiana, inclusiva e capace di rafforzare il legame tra amministrazione e comunità”.