“Diversi cittadini hanno segnalato che dopo aver prenotato tramite ReCup una visita all’ambulatorio oncologico dell’Umberto I, una volta giunti sul posto hanno scoperto che la struttura è stata trasferita presso il presidio George Eastman. Il trasferimento è avvenuto diversi mesi fa ma il ReCup ancora non è stato avvertito. Come mai?”.
Oncologia Umberto I trasferita, Barbati: “Sono certo che gli operatori ReCup agiscano in buona fede, ma…”
A denunciare questo antipatico ‘equivoco logistico’ per quanti già di loro alle prese con situazioni di salute a dir poco precrie, è stato Carmine Barbati, consigliere capitolino della Lista Civica Gualtieri Sindaco e vice presidente dell’Assemblea Capitolina.
“A quanto ci riferiscono, ancora oggi il ReCup comunica ai pazienti di recarsi al padiglione 26 dell’Umberto I, mentre l’ambulatorio oncologico è operativo da mesi presso l’edificio 62 del presidio G. Eastman, come riportato sul sito web dell’ospedale. Sono certo che gli operatori ReCup agiscano in buona fede ma a questo punto resta da capire di chi sia la responsabilità della mancata comunicazione.
Oncologia trasferita, Barbati allerta la Regione: “Assurdo e crudele che una mancanza di comunicazione ricada sui malati oncologici e le loro famiglie”
Anche la Regione intervenga immediatamente per sanare questo disservizio, prosegue Barbati, lanciando un appello alla ‘Pisana’, “I pazienti oncologici – sottolinea giustamente - proprio per il tipo di patologia, sono soggetti estremamente fragili. Costringerli a recarsi fisicamente all’Umberto I solo per scoprire che dovevano andare all’Eastman causa disagi che potevano, e dovevano, essere evitati”.
Insomma, conclude il consigliere capitolino della Lista Civica Gualtieri Sindaco e vice presidente dell’Assemblea Capitolina, “E’ assurdo e crudele che una mancanza di comunicazione interna al SSN ricada sui malati oncologici e le loro famiglie”.
Max