Svolta nell'omicidio di Petrit Caka 49enne di origine albanese, trovato morto in casa a Rocca Priora, centro dei Castelli Romani lo scorso 13 dicembre. Tre persone sono finite in manette, tra gli arrestati anche la moglie della vittima gravemente indiziata di essere la mandante dell'omicidio. Ricercato il cognato della vittima. Secondo gli inquirenti il movente sarebbe maturato anche per i maltrattamenti che la donna avrebbe subito nell’ambito familiare.
Omicidio Rocca Priora, contatta il fratello per uccidere il marito
Da una prima ricostruzione la donna avrebbe contattato il fratello arrivato quindi dall'Albania insieme a un complice. Sbarcati a Fiumicino il 10 dicembre i due avrebbero inscenato tre giorni dopo una rapina in casa, degenerata. Qui avrebbero quindi colpito a morte Petrit Caka colpendolo con diversi fendenti sul corpo e sul capo con un coltello. Dopo l’omicidio i due presunti esecutori materiali sono poi rientrati in aereo in Albania il giorno stesso dell’uccisione, grazie al supporto logistico che avrebbe curato un altro ragazzo albanese.

Gli arresti
Nei giorni scorsi, i Carabinieri del Nucleo Investigativo del Gruppo di Frascati hanno dato esecuzione ad una ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip del Tribunale di Velletri nei confronti di 4 soggetti, una donna e tre uomini di nazionalità albanese e di età compresa tra i 27 e i 33 anni. Tutti gravemente indiziati per l’omicidio di Petrit Caka.
Le indagini
Le indagini, coordinate dalla Procura di Velletri, attivate immediatamente dopo l'omicidio, hanno consentito di individuare e perimetrare gravi indizi di colpevolezza a carico dei 4 soggetti.
Le immediate attività dei Carabinieri hanno consentito, infatti, di ricostruire i movimenti degli indagati nell’area romana nei giorni antecedenti e immediatamente successivi all’omicidio. Grazie all’acquisizione di numerose telecamere, la cui analisi ha permesso di individuare anche il veicolo utilizzato e i tragitti percorsi.
Il prosieguo delle indagini – anche di natura tecnica – ha consentito di cristallizzare il ruolo dei singoli indagati - di cui alcuni con precedenti penali in Albania – ipotizzando anche il possibile movente nonché la sequenza di come è stato organizzato e svolto il grave fatto reato.
Grazie alla condivisione delle informazioni in possesso, la moglie e due dei tre soggetti albanesi sono stati fermati in Italia.
Ricercato il cognato della vittima
La donna è stata trovata all’interno di una nuova abitazione di Rocca di Papa. Uno dei due giovani, invece, era in procinto di abbandonare il territorio nazionale, imbarcandosi da Bari su una nave diretta a Durazzo, venendo tuttavia prontamente fermato, grazie alle indicazioni dei Carabinieri di Frascati, dalla Polizia di Frontiera di Bari. L’ultimo arrestato, invece, è stato fermato mentre viaggiava in auto nei pressi della via Cassia.
Il cognato della vittima invece è ricercato con un mandato di arresto europeo sia in Italia che in Albania con la stretta sinergia tra Carabinieri e Interpol.
