In tre a processo per la sparatoria che, il 23 maggio dello scorso anno, è costata la vita a Caterina Ciurleo, 81 anni. L’anziana fu colpita per errore da un proiettile vagante mentre si trovava seduta sul lato passeggero di una Smart, in via Don Primo Mazzolari, nella zona di Ponte di Nona, alla periferia est di Roma.
In tre a processo
Il giudice per l’udienza preliminare ha disposto il rinvio a giudizio per tre persone. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il proiettile partito da un’auto in corsa — poi dileguatasi — ha attraversato il bagagliaio dell’utilitaria su cui viaggiava la vittima, trapassando il sedile e colpendola mortalmente.
A coordinare l’inchiesta è stata la Direzione Distrettuale Antimafia di Roma, con il pubblico ministero Carlo Villani, e le indagini sono state affidate alla Squadra Mobile, che ha raccolto elementi sufficienti a sostenere l’accusa in sede processuale. Il processo prenderà il via a ottobre davanti alla Corte d’Assise.
La morte di Caterina Ciurleo aveva scosso profondamente il quartiere e l’opinione pubblica, riportando l’attenzione sulla pericolosità delle faide armate e delle sparatorie in strada. L’anziana, del tutto estranea ai fatti, si è trovata nel posto sbagliato al momento sbagliato, vittima innocente di un regolamento di conti tra bande. Ora la giustizia dovrà fare il suo corso, nel tentativo di restituire un briciolo di verità e dignità a una vicenda che ha lasciato un segno indelebile.