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Turismo, la guerra spaventa i turisti americani: a Roma Pasqua tiepida in albergo

Sarà una Pasqua tiepida per Roma, almeno sul fronte del turismo. Ad oggi, riporta Repubblica, solo il 50% delle stanze degli alberghi del centro è prenotato, a differenza del 2019, ultima Pasqua prima del Covid, quando, nello stesso periodo, trovare una camera era un’impresa. Stavolta a spaventare non è la pandemia, ma la guerra in Ucraina.

I turisti americani, quelli che in media spendono di più quando arrivano nella Capitale, hanno paura che il conflitto possa estendersi a tutta l’Europa. Per questo non prenotano, e per quelli che lo hanno già fatto, stanno fioccando le disdette. Agli americani si aggiungono anche i turisti cinesi e ovviamente russi, la maggioranza quindi dei cosiddetti "altospendenti".

Rimangono gli europei: quasi tutte le prenotazioni sono infatti di francesi, inglesi, tedeschi e spagnoli. Ma non bastano a coprire il buco lasciati dai turisti a stelle e strisce. Secondo una stima di Federalberghi, è difficile pensare ad un’impennata delle prenotazioni per il mese di aprile: ormai tra gli alberghi della Capitale aleggia una certa rassegnazione.

Discorso diverso invece per quanto riguarda l’estate. Il clima si fa più rovente soprattutto quando si parla di appartamenti in affitto. Trovarne uno libero ad agosto sul litorale romano già oggi è quasi impossibile. Il sold out è stato registrato ben prima della media stagionale. I romani, fiaccati nel portafoglio, hanno cercato di anticipare i tempi per organizzare una vacanza vicino casa. Anche se i prezzi, rispetto a due anni fa, sono quasi raddoppiati. Si attende ancora, invece, l’impennata di prenotazioni per alberghi e villaggi turistici, dove la risposta dei romani non è ancora arrivata.