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Truffe agli anziani, ora spunta l'Intelligenza Artificiale: come capire che si è di fronte ad una frode? - VIDEO

Truffe agli anziani, ora spunta l'Intelligenza Artificiale: come capire che si è di fronte ad una frode? - VIDEO

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Truffe agli anziani, ora spunta l'Intelligenza Artificiale: come capire che si è di fronte ad una frode?

Ospite in collegamento: avv. Sara Astorino, "Aduc Consumatori e Utenti"

La tattica del finto nipote in difficoltà, evidentemente, sta cominciando a non funzionare più: ora i professionisti delle truffe agli anziani si sono specializzati e hanno iniziato a utilizzare l'Intelligenza Artificiale.

Il modus operandi è ben collaudato: i truffatori riescono a clonare la voce di figli o parenti utilizzando l'AI e inscenando vere e proprie emergenze: "Nonna, ho avuto un incidente, mi servono soldi subito". L'imitazione è praticamente perfetta e difficile da distinguere per un orecchio non allenato; se poi consideriamo che i toni utilizzati sono sempre "disperati", è chiaro che chi riceve il messaggio va immediatamente nel panico. E così l'anziano comincia a cercare soldi e preziosi in casa, il complice - fingendosi avvocato o carabiniere - si presenta e ritira la somma pattuita.

Il caso dei due "Stacanovisti della truffa" a Roma

Un caso particolarmente emblematico arriva da Roma: una coppia di giovani truffatori, originari del napoletano, hanno messo a segno quasi 40 truffe ai danni di altrettanti anziani, riuscendo a racimolare un bottino da 800mila euro. Dopo lunghe indagini, i due sono finiti ai domiciliari.

Il metodo era sempre lo stesso: una telefonata improvvisa, una voce concitata che si fingeva figlio, nipote o marito in difficoltà, seguita da un falso direttore di banca o carabiniere che chiedeva alla vittima di consegnare contanti e gioielli per risolvere la situazione. I truffatori si spostavano su utilitarie prese a noleggio, telefonavano alle vittime direttamente dalle vetture e inviavano poi corrieri per il ritiro dei preziosi.

Fragilità e solitudine: ricetta perfetta per i malviventi

Ma perché numeri così allarmanti? Perché questo fenomeno, nonostante campagne di educazione e informazione, continua a crescere? I malviventi sfruttano due fattori: la maggiore vulnerabilità di questa fascia di popolazione (meno avvezza ai progressi tecnologici), e l'isolamento sociale (e quindi più facile da raggirare).

C'è un fattore, più di tutti, che fa repulsione: la spietatezza dei malviventi. Senza nessuna remora, senza nessun ritegno o senso di colpa, giocano proprio sulle fragilità e le debolezze delle loro vittime, nella maggior parte dei casi sole e senza punti di riferimento. Vittime che, una volta a conoscenza del fatto, hanno come primissima reazione la vergogna: molti di loro neanche raccontano cosa è successo, o peggio ancora non denunciano, proprio perché presi dal senso di imbarazzo per essersi fatti raggirare.

Insomma, una vera e propria emergenza sociale in cui, ancora una volta, le nuove tecnologie diventano strumenti della criminalità.