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Truffe agli anziani, preso "l'esattore": 11 colpi in tre mesi a Roma e bottino da 300mila euro (VIDEO)

Truffe agli anziani, preso "l'esattore": 11 colpi in tre mesi a Roma e bottino da 300mila euro (VIDEO)

|immagine di repertorio

Truffe in serie ai danni di anziani ultraottantenni. Ben 11 i colpi messi a segno a Roma in soli tre mesi sempre con le classiche tecniche. Il pacco da ritirare, il finto nipote in difficoltà. E giù richieste di soldi e gioielli per risolvere i guai del parente. Una rete di inganni tessuta ad arte dai criminali che prima chiamano terrorizzando le vittime poi si presentano a casa per battere cassa. Afferrando contanti e oggetti preziosi: quasi sempre gioielli, ricordi di una vita. La verità prende forma solo quando il corriere va via con il bottino e l’anziano trova conferme di essere stato truffato.

Truffe agli anziani, preso "l'esattore" un 36enne di Napoli

Un modus operandi che sarebbe stato utilizzato anche da un 36enne di Napoli definito "l'esattore" finito agli arresti domiciliari al termine di una complessa indagine dei carabinieri della Stazione di Porta Portese coordinati dalla Procura di Roma che hanno ricostruito raggiri per 300mila euro.

11 colpi in tre mesi a Roma

Gli investigatori hanno analizzato le truffe avvenute tra dicembre 2022 e febbraio 2023 e ricostruito il ruolo dell’uomo attraverso il traffico telefonico e telematico e l’analisi delle descrizioni fornite dalle vittime. Il 37enne è così finito ai domiciliari per truffa aggravata. Sarebbe stato lui ad andare fisicamente a casa delle vittime per prendere soldi e gioielli.

L'identikit delle vittime

Secondo quanto ricostruito nelle indagini le vittime, tutte persone anziane, di età compresa tra gli 80 e 99 anni, con patologie invalidanti, venivano contattate, dai cosiddetti “telefonisti”. Convinte poi a consegnare i preziosi che avevano in casa attraverso vari espedienti come il “finto nipote in difficoltà economiche o trattenuto in stato di arresto dalle forze dell’ordine per pagamenti insoluti” o del “pacco da ritirare in giacenza all’ufficio postale”.

Bottino da 300mila euro

Ottenuta la disponibilità e fiducia dell’anziano, l’indagato su indicazione dei complici “telefonisti”, si recava presso le abitazioni delle vittime, portando a segno la truffa. In totale il valore dei beni asportati ammonterebbe a circa 300 mila euro.