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Truffa su WhatsApp: "Attenti ai messaggi di amici e parenti che chiedono soldi"

Truffa su WhatsApp: "Attenti ai messaggi di amici e parenti che chiedono soldi"

immagine di repertorio

Un profilo con nome e foto di un conoscente, un messaggio che arriva davvero da WhatsApp e, subito dopo, la richiesta urgente di denaro. La polizia postale e della sicurezza cibernetica rilancia l’allerta sulla nuova ondata di raggiri: «Attenti ai messaggi di amici e parenti che chiedono soldi». Secondo gli investigatori, prima di trasferire denaro è indispensabile verificare l’identità del mittente attraverso un canale alternativo.

Come agiscono i truffatori

La strategia sfrutta fiducia e urgenza. Una volta compromesso l’account WhatsApp di una persona, i criminali contattano i suoi amici e familiari chiedendo un bonifico, una ricarica o altri pagamenti con la scusa di spese impreviste, talvolta anche presunte esigenze mediche. Già a febbraio il Cert-AgID aveva segnalato la diffusione della truffa WhatsApp «prestami dei soldi».

Perché il messaggio sembra autentico

Il profilo da cui parte la richiesta può essere davvero quello della vittima. Il controllo dell’account spesso avviene tramite link ingannevoli inviati in chat e l’induzione a fornire il numero di telefono e il codice ricevuto via sms. La polizia ribadisce di non comunicare mai codici di verifica, Pin o password, neppure se a chiederli sembra essere una persona fidata. Altri raggiri rimandano a pagine web che imitano siti ufficiali per carpire credenziali: in questi casi non bisogna inserire dati personali.

Le verifiche da fare prima di pagare

In presenza di richieste anomale, occorre interrompere la chat e contattare il presunto mittente su un numero già noto o, meglio, parlare a voce. L’elemento dell’urgenza, specie se accompagnato dalla pressione a inviare subito denaro, è un segnale di allarme da non sottovalutare.

Account compromesso: come intervenire

Chi teme una violazione deve controllare i dispositivi collegati all’account e chiudere eventuali sessioni sospette, in particolare su WhatsApp Web. Il Cert-AgID raccomanda di attivare la verifica in due passaggi e, se l’accesso è stato sottratto, di avvisare tempestivamente i contatti per evitare nuove vittime. È inoltre consigliato segnalare gli episodi alle autorità e consultare il Commissariato di pubblica sicurezza online per aggiornamenti sulle campagne in corso.