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Truffa e corruzione a Castel Porziano: dipendenti e funzionari a processo

Truffa e corruzione a Castel Porziano: dipendenti e funzionari a processo

tenuta castel porziano

Un'inchiesta giudiziaria ha portato alla luce un presunto caso di corruzione e abuso d'ufficio che coinvolge la Tenuta Presidenziale di Castel Porziano. Secondo le accuse mosse dalla Procura, alcuni dipendenti e funzionari pubblici avrebbero orchestrato un sistema illecito per trarre vantaggi personali, favorendo imprenditori privati in cambio di benefici. L’ex funzionario dell’ufficio tecnico del Municipio X, Franco Nocera, figura al centro dell'indagine, rischiando una condanna fino a sette anni di carcere. Oltre a lui, altri cinque imputati, tra cui due dipendenti della tenuta e due imprenditori, sono finiti sotto la lente d’ingrandimento della magistratura per diversi reati, tra cui corruzione e truffa ai danni dello Stato.

Castel Porziano, favori e benefici

Tra il 2009 e il 2017, Franco Nocera avrebbe fornito supporto a imprenditori per evitare la demolizione di strutture abusive sequestrate, in cambio di denaro e vantaggi personali. Due imprenditori, che avrebbero concesso al funzionario l’uso gratuito di una villetta, hanno già definito la loro posizione giudiziaria patteggiando nel 2019.

Altri due, Carmine De Bortolo e Massimo Alabiso, rischiano rispettivamente cinque e quattro anni di carcere. Secondo l'accusa, Nocera avrebbe richiesto somme di denaro, fino a 50 mila euro, per garantire che determinati abusi edilizi non venissero sanzionati. Inoltre, per favorire De Bortolo, il funzionario avrebbe accettato ulteriori pagamenti tramite intermediari.

Dipendenti pubblici coinvolti

Due dipendenti della Tenuta Presidenziale di Castel Porziano, Giovanni Brustolon e Alessandro Grasso, sono stati accusati di truffa per aver facilitato un collega privo di autorizzazioni a lasciare ripetutamente il posto di lavoro.

Il collega in questione, già coinvolto nell'inchiesta per corruzione, avrebbe approfittato di queste assenze per incontrare Nocera, accumulando un guadagno illecito di circa cinquemila euro senza prestare servizio. Per il pubblico ministero, i due dipendenti avrebbero agito consapevolmente, consentendo la reiterazione del comportamento irregolare.

Favori in cambio di assunzioni

Un'altra figura coinvolta nell'inchiesta è Vincenzo Longobardi, geometra del X Municipio, per il quale la Procura ha richiesto sei anni di reclusione con l’accusa di concussione. L’indagine ha rivelato che Longobardi avrebbe agevolato la costruzione di un ambulatorio dentistico in cambio dell’assunzione della figlia nello studio professionale del beneficiario. Oltre a questo presunto scambio di favori, il geometra avrebbe ottenuto anche un viaggio gratuito all’estero, rafforzando ulteriormente le accuse nei suoi confronti.

L’inchiesta su Castel Porziano, avviata nel 2017 con l’arresto di Nocera, continua a svelare retroscena inquietanti sulla gestione delle risorse pubbliche, dimostrando come favori e connivenze abbiano permeato vari livelli amministrativi. La sentenza del processo potrebbe rappresentare un punto di svolta nella lotta alla corruzione all'interno delle istituzioni locali.